Umbria

Perugia, impegno condiviso di Regione e Comune per riattivare il Centro per la famiglia. Proietti: “Garantite risorse”


La presidente della Regione Umbria Stefania Proietti conferma il coordinamento e la condivisone di intenti con il Comune di Perugia in merito alla riattivazione del servizio del Centro per la famiglia di via Diaz.

Proietti ha risposto a un’interrogazione presentata dal consigliere Giambartolomei sul trasferimento delle risorse, come previsto dalla delibera della Giunta regionale n. 485 del 28 maggio 2025 e sulla temporanea chiusura del centro. In riferimento alla delibera, Giambartolomei nell’atto ha specificato che “la Regione Umbria ha stanziato euro 128mila 487euro in favore della Zona Sociale n. 2, che vede il Comune di Perugia quale ente capofila”.

Nel dettaglio, la delibera stabiliva che il 20% dell’importo complessivo fosse trasferito immediatamente a seguito dell’approvazione dell’atto, mentre la restante quota dovesse essere erogata secondo il cronoprogramma del programma operativo, anche in considerazione del fatto che la Regione, con legge 16/2024 ha confermato il ruolo dei centri per la famiglia “come strumento essenziale di presidio sociale e sostegno relazionale, prevedendone la presenza stabile in tutta la Regione”.

La chiusura del centro

Come indicato nell’interrogazione, sulla chiusura del servizio (avvenuto a fine gennaio 2026) Giambartolomei parla di un’interruzione “avvenuta senza adeguata comunicazione pubblica e senza che risultino tempestivamente attivati un nuovo bando o misure alternative per garantire la continuità del servizio” e che “l’Amministrazione comunale ha scelto di interrompere un servizio pienamente operativo, senza fornire un quadro chiaro sulle motivazioni e senza indicare tempi certi per una riattivazione”.

In merito alla vicenda Giambartolomei parla di “un grave danno ai cittadini e alimenta un inaccettabile rimpallo di responsabilità tra istituzioni che dovrebbero operare in leale collaborazione”.

Proietti: “Risorse garantite. Volontà comune di Regione e Comune di Perugia di riattivare il servizio”

La presidente Proietti ha confermato “la volontà comune e unanime del potenziamento dei centri famiglia” argomento che è stato oggetto di numerose interlocuzioni. Sulle risorse erogate ai Comuni capofila di zone sociali la presidente ha sottolineato che “Il 20% dell’importo complessivo è stato erogato al Comune di Perugia immediatamente dopo la conclusione degli adempimenti” ricordano anche come l’erogazione delle risorse si sempre subordinata “all’approvazione della DGR”, in questo caso specifico la n.485 del 28 maggio 2025.

La presidente Proietti, rispondendo all’interrogazione, ha dettagliato il cronoprogramma relativo al trasferimento delle risorse: “Il 29 maggio 2025, è stata notificata ai comuni capofila di zona sociale la Dgr, richiamandoli a tutti gli adempimenti, a luglio dello scorso anno c’è stato l’impegno di spesa e la liquidazione della prima tranche di risorse del 20%, Il 16 febbraio 2026 è stata notificata la liquidazione della seconda tranche delle risorse” parlando di tempistiche nei limiti consentiti dal decreto ministeriale. La presidente ha dichiarato che il Comune di Perugia sta anche impiegando congiuntamente una serie di risorse e che, l’amministrazione regionale, “ha già attivato le procedure relative alle annualità successive a fondi straordinari, tra cui il Fondo della Famiglia anno 2025” ricordando che “la Giunta regionale lo scorso 16 ottobre ha approvato il nuovo piano operativo e ha anche aderito all’Avviso pubblico nazionale ottenendo un finanziamento di 918mila euro che consentirà anche l’apertura dei centri per la famiglia in quelle le zone sociali che erano rimaste escluse”.

Giambartolomei: “Risorse erogate, ma centro ancora chiuso”

In riferimento a quanto espresso dalla presidente Proietti Giambartolomei parla di una “criticità evidente” perché, a fronte di “finanziamenti erogati” il centro “risulta comunque chiuso”. ““Se i fondi sono arrivati diventa ancora più chiaro che qualcosa non sta funzionando nella gestione e nei tempi. E questo si traduce in disagi concreti per numerosi nuclei familiari che facevano affidamento su quel servizio” osserva il consigliere che chiede un “cambio di passo” per far si che “quei fondi si traducano concretamente in servizi attivi, accessibili e continui”.

L’amministrazione comunale: “Il Comune intende rafforzare il Centro utilizzando diverse fonti di finanziamento”

L’amministrazione comunale ha accolto con positività quando detto dalla presidente Proietti in merito alle risorse per il Centro per la famiglia. Comune e Regione, infatti, condividono la volontà di riattivare il servizio “al più presto”.

Per questo, il Comune ha confermato che intende rafforzare il Centro per la famiglia “utilizzando in modo integrato diverse fonti di finanziamento”. Nello specifico, i fondi per le politiche della famiglia 2024 e 2025, le risorse di Agenda Urbana 2026/2027 e quelle previste da un’iniziativa sperimentale nazionale per il potenziamento della rete dei Centri per la famiglia.

L’obiettivo è infatti quello di “realizzare un intervento unitario e coordinato, evitando la frammentazione derivante dalla gestione separata dei singoli finanziamenti e migliorando l’efficacia complessiva dei servizi”.

Sulla temporanea sospensione del servizio l’amministrazione parla di un’azione “motivata con il percorso per l’individuazione del soggetto gestore”, ma a cui sta facendo seguito “una proceduta per l’affidamento e la conseguente riattivazione del Centro in tempi celeri”.


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