Catanzaro, Iemmello trascinatore. E il collettivo si dimostra completo
Se la vendetta è un piatto che va servito freddo, Pietro Iemmello l’ha offerto ghiacciato al Padova e ai suoi tifosi. Non perché esista chissà quale rivalità con i veneti, ma il ricordo della semifinale playoff persa quasi quattro anni fa, e gli scatti del capitano in lacrime a fine gara, ogni tanto tornavano alla mente dei sostenitori giallorossi e, probabilmente, anche alla sua. Forse è a quella sera del 29 maggio 2022 che Pietro pensava dopo aver segnato il gol del 3-1 per la sua prima doppietta stagionale. O magari, più semplicemente, il suo modo un po’ arrabbiato di esultare serviva solo a ribadire che il Catanzaro, dopo una prova superlativa, non poteva tornare in Calabria con una sola rete di scarto. Al di là di tutto, il fatto che il cerchio con quell’infausta nottata playoff l’abbia chiuso proprio Iemmello, unico superstite in rosa, ha un valore simbolico di molto superiore al tabù dello stadio “Euganeo” sfatato contro i padroni di casa (dopo esserci già riusciti due anni fa in campo neutro col Lecco).
Dopo Pohjanpalo, che ha segnato 20 reti e fornito cinque assist, Pietro è il giocatore che ha inciso di più (insieme a Calò) in campionato con 18 fra gol e servizi vincenti equamente distribuiti: un sovrano che quando è in giornata fa il bello e il cattivo tempo (a Padova due gol con due tiri), tira fuori colpi di classe come il destro di prima per il raddoppio e vede cose che gli altri non immaginano, come nel caso del pallonetto con cui aveva innescato Alesi a inizio ripresa: se il centrocampista avesse segnato con un altro pallonetto l’azione sarebbe finita negli spot del campionato.
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