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Svizzera, cabinovia precipita a Engelberg per il forte vento, una vittima

Una cabinovia è precipitata questa mattina nel comprensorio sciistico di Engelberg, nel centro della Svizzera, provocando una vittima, come conferma la polizia di Nidwalden. Le cause dell’incidente non sono ancora chiarite, ma nella zona si registravano forti raffiche di vento. Secondo le prime ricostruzioni e i video diffusi da testimoni, la cabina si sarebbe staccata e avrebbe iniziato a rotolare lungo un pendio innevato, ribaltandosi più volte. Come riporta Blick, in alcune immagini si vedono persone correre verso il luogo dell’incidente, mentre una foto mostra il trasporto di una persona da parte dei soccorritori.

L’uomo ha raccontato che poco prima dell’incidente il vento era molto forte e che «a un certo punto c’è stato uno strappo, il cavo si è mosso e la cabina è precipitata». La società che gestisce le funivie della zona ha confermato l’incidente senza fornire dettagli su eventuali passeggeri a bordo.

L’incidente ha coinvolto la linea Xpress Trübsee-Stand, attualmente chiusa. Nel comprensorio del Titlis risultano sospesi quasi tutti gli impianti. Secondo i dati di MeteoSvizzera, nella regione si registravano raffiche di vento fino a oltre 80 km/h, con punte fino a 130 km/h nelle zone più esposte, un elemento che potrebbe aver contribuito all’incidente.

I responsabili dell’impianto: incidente «difficilmente spiegabile»

l tragico incidente della cabinovia avvenuto a Engelberg, nel Canton Nidvaldo in Svizzera, nel quale è morta una persona, è stato definito «difficilmente spiegabile» dai responsabili dell’impianto. Norbert Patt, ceo delle Titlis Bergbahnen – la società che gestisce gli impianti di risalita nella zona – ha parlato di un evento «straordinario» e difficilmente spiegabile: «Non posso dire se si tratti di un errore tecnico. Posso solo dire che si tratta di un sistema utilizzato in tutto il mondo».

Patt ha sottolineato come, in condizioni normali, sia «inimmaginabile» che una cabina possa staccarsi dal cavo: «Le forze necessarie sarebbero enormi. Eppure è successo».


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