A Roma corteo contro il governo e la guerra: bruciate foto della Meloni
Sulle note dei brani «Casa mia» di Ghali e «Figli della stessa rabbia» della Banda Bassotti, la testa del corteo a Roma promosso da Potere al popolo, Usb e dal Comitato per il No sociale è arrivata a piazza San Giovanni, mentre la coda percorre ancora via Merulana. È partito da piazza della Repubblica, a Roma, il corteo per dire «no al referendum, no alla guerra, no al governo liberticida». È questa infatti la frase del «Comitato per il no sociale» stampata sullo striscione in testa. «Giù le mani dall’Iran» e «Giù le mani da Cuba» silegge su alcuni cartelli esposti dai manifestanti.
Corteo a Roma arriva a San Giovanni: «Siamo 20mila»
Per gli organizzatori i partecipanti arrivano intorno «ai 20mila».
Bruciato cartellone con Meloni e Nordio
Uno striscione con le bandiere «dell’asse della resistenza» è stato esposto a piazza San Giovanni. Sono rappresentate, tra le altre, quelle di Hezbollah – che viene anche sventolata da qualcuno – di Hashd al-Shaabi (Forze di mobilitazione popolare), delle Brigate al-Qassam.
E poi si legge: «Morte al sionismo, morte all’imperialismo, libertà ai popoli». Poco prima, nello stesso punto, si è svolto un flashmob con fagotti macchiati di vernice rossa, simbolo dei bambini morti nei raid di Stati Uniti e Israele in Iran.
E mentre è iniziato il deflusso dei manifestanti da piazza San Giovanni ed è stato riaperto il traffico, dal camion che ha preceduto il corteo si susseguono gli interventi dei partecipanti. Secondo le stime delle forze dell’ordine alla manifestazione hanno preso parte tra le 5mila e 7mila persone.
Distrutta con i fumogeni anche l’immagine della premier con Netanyahu
Bruciati con i fumogeni due cartelloni con la presidente del consiglio Giorgia Meloni, in uno insieme al ministro Nordio, nel corso del corteo a Roma, a piazza dell’Esquilino. La prima immagine raffigurava la premier mentre teneva a guinzaglio e con la museruola il ministro della Giustizia. Sopra la scritta: «No al vostro referendum». Mentre la seconda fotografia rappresentava la stretta di mano tra Meloni e Netanyahu con su scritto: «No al vostro genocidio, 75mila civili uccisi, 2 milioni di sfollati».
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