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Leonardo DiCaprio, 10 anni dall’Oscar: dalla convocazione virale a Madrid al discorso sul clima che fece il giro del mondo

L’Academy l’avrebbe preso nuovamente in considerazione nel 2014 per il ruolo di Jordan Belfort in The Wolf of Wall Street, per il quale aveva già vinto un Golden Globe e un Critics’ Choice. Tuttavia, l’attore trovò un concorrente temibile in Matthew McConaughey, che si era sottoposto a una notevole trasformazione fisica per il suo ruolo in Dallas Buyers Club ed era sostenuto dalla narrazione del comeback, il grande ritorno nei nuovi panni di attore drammatico dopo essersi affermato come re delle commedie romantiche nel decennio precedente.

Nella stagione dei premi del 2016, invece, la narrazione fu tutta per Leonardo DiCaprio e per la sua interpretazione del pioniere Hugh Glass in The Revenant, diretto da Alejandro González Iñárritu, all’epoca in forma smagliante dopo il grande successo di Birdman l’anno precedente.

All’epoca si scherzava molto in rete sulla voglia disperata di DiCaprio di vincere un Oscar, al punto da osare combattere con un orso nel film per interrompere la serie sfortunata. Il fatto è, però, che quell’intensa scena di due minuti, involontariamente o meno, divenne il fulcro della sua campagna, finendo effettivamente per sortire effetto, tanto che Leo trionfò in tutti i principali premi cinematografici che precedono gli Oscar.

L’attore vinse infatti il Golden Globe, il Critics’ Choice, il SAG e il BAFTA (questi ultimi due per la prima volta nella sua carriera: a quanto pare, non era solo l’Academy di Hollywood ad avere un debito nei suoi confronti), cosa che accade molto di rado e che, quando accade, garantisce praticamente anche l’Oscar. L’unica eccezione fu Russell Crowe nel 2002, che si era aggiudicato a sua volta i premi «precursori» per il suo ruolo in A Beautiful Mind, ma che alla fine fu battuto da Denzel Washington (Training Day). La mancata vittoria di un’altra statuetta dorata per Crowe, tuttavia, fu una sorpresa relativa, visto che solo un anno prima l’aveva vinta per Il gladiatore, e aggiudicarsene due di fila era considerata un’impresa quasi impossibile.

Tuttavia, quando nel 2016 arrivò il turno di Leonardo DiCaprio, quasi nessuno dubitava che avrebbe vinto. In primo luogo, perché la sensazione generale era che fosse arrivato il suo momento, e in secondo luogo perché la concorrenza in quell’edizione non era particolarmente forte. All’epoca, infatti, pochi pensavano che Bryan Cranston (L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo), Matt Damon (Sopravvissuto – The Martian), Michael Fassbender (Steve Jobs) e Eddie Redmayne (The Danish Girl) meritassero l’Oscar più di lui (nemmeno i loro film erano favoriti in un anno in cui The Revenant e Il caso Spotlight, che poi avrebbe vinto, erano molto più quotati), e lo stesso valeva per i membri dell’Academy.


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