Abruzzo

l’assemblea dei giornalisti approva lo stato di agitazione


Nella giornata di venerdì, 13 marzo, i giornalisti di Citynews si sono riuniti in assemblea per discutere dell’attuale situazione dell’azienda che ha visto, nel giro di una settimana, l’interruzione immediata di oltre 20 rapporti di lavoro: circa 16 in riferimento a lavoratori precari e 5 a lavoratori assunti a tempo indeterminato. Il Cdr e il sindacato dei giornalisti Figec hanno criticato aspramente l’operato di Citynews nella forma e nella sostanza. I tagli al personale, giustificati da generiche motivazioni di riduzione dei costi, sono avvenuti senza chiedere il parere preventivo del Comitato di Redazione, come sancisce il contratto nazionale di riferimento (Figec-Uspi). Inoltre, i licenziamenti sono avvenuti senza alcun preavviso, a mezzo pec, con i giornalisti che si sono visti cancellare gli accessi al portale gestionale e alla mail aziendale mentre svolgevano il loro turno di lavoro. Tale modalità di azione ha generato un clima di terrore tra tutti i colleghi. Nonostante i ripetuti solleciti da parte del Cdr e di Figec, l’azienda ha più volte ribadito l’intenzione di non volersi confrontare sul piano tagli, procedendo quindi ai licenziamenti senza sentire ragioni. Una posizione che sia il Comitato di Redazione che il Sindacato non ritengono accettabile. Alla luce di tutto ciò, è nata la necessità di un’assemblea straordinaria. Con il voto a netta maggioranza, l’assemblea dei giornalisti di Citynews, oltre a ribadire la solidarietà ai colleghi colpiti e a condannare le modalità di azione dell’azienda, ha stabilito l’immediato stato di agitazione e ha affidato mandato al Cdr per la convocazione di assemblee urgenti e un pacchetto di 10 giornate di sciopero da indire se l’azienda dovesse proseguire a rifiutare il confronto. Una decisione avallata e sostenuta anche da Figec. I lavoratori chiedono l’immediata sospensione del piano tagli, l’immediata convocazione di un tavolo di concertazione e, infine, il ritiro dei licenziamenti e delle interruzioni delle collaborazioni.


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