vuole i soldi, la ferisce con il coltello
CASTELBELLINO Si era arrampicato sul balcone ed era riuscito a entrare in casa della ex per riprendersi mille euro che le avrebbe prestato. E lui, per far valere le sue ragioni, l’avrebbe minacciata con un coltello da cucina con cui, nella concitazione di quella lite, la donna sarebbe rimasta ferita a una mano. Denunciato per lesioni personali, violenza privata ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni, ieri un pakistano di 36 anni residente a Jesi è comparso davanti al gup Alberto Pallucchini per l’udienza preliminare.
La ricostruzione
I fatti risalgono al 17 ottobre 2020 e, se non fosse stato per il malfunzionamento della app del processo telematico per caricare il dispositivo, l’udienza preliminare si sarebbe chiusa già il 4 febbraio scorso. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo sarebbe piombato in casa della ex, a Castelbellino, pretendendo di riavere il suo denaro. «Dammi i soldi che mi devi», le avrebbe detto brandendo un coltello da cucina. Tra minacce di morte ed improperi, l’imputato – sempre secondo l’accusa – era riuscito ad afferrare la borsa della 45enne, prelevandole 115 euro. Secondo la donna, invece, quei soldi le erano dovuti per coprire le spese che aveva sostenuto per lui. Nel tentativo di cacciarlo di casa, lei era rimasta ferita ad una mano.
Nel frattempo, la situazione tra i due, che avevano avuto una relazione di circa un anno, si è ricomposta e i rapporti sono migliorati. La donna (una 45enne romena residente a Castelbellino) due anni dopo ha ritirato la denuncia che aveva presentato ai carabinieri nei confronti dell’ex, facendo quindi cadere le accuse di esercizio arbitrario delle proprie ragioni e violenza privata. Il gup ha dichiarato il non doversi procedere per i due reati di cui è stata rimessa la querela, mentre ha rinviato a giudizio il 36enne per il solo reato di lesioni personali (la cui procedibilità è d’ufficio) contestando anche l’aggravante dell’uso del coltello. Il 36enne – difeso dall’avvocato Luca Polita – respinge ogni accusa, anche quella delle asserite lesioni personali aggravate, sostenendo che si era trattato di un banale litigio di coppia durante il quale, accidentalmente, lei aveva riportato un piccolo taglio alla mano, tanto che la prognosi dei sanitari era di due giorni appena. Non c’era assolutamente la volontà di farle del male, a suo dire. Il processo è stato rinviato al 14 settembre davanti al giudice Ludovica Monachesi.




