«Troppi negozi sfitti in centro. Ripensare gli spazi e le offerte» – Bressanone
BRESSANONE. Negli ultimi tempi, diverse attività hanno chiuso, lasciando locali vuoti con un impatto evidente in centro a Bressanone. L’amministrazione comunale vuole invertire la tendenza.
Assessora Sara Dejakum, qual è la situazione?
Il numero di locali sfitti a Bressanone è aumentato rispetto a qualche anno fa, anche se la situazione è in evoluzione. Dalla nostra ultima rilevazione diversi locali vuoti sono già stati nuovamente affittati e sotto i Portici Maggiori, ad esempio, tre edifici saranno presto ristrutturati. In due casi, i proprietari si sono uniti per ampliare le superfici commerciali al piano terra, rendendole così più attraenti, ad esempio per il settore gastronomico. Si tratta di un esempio virtuoso che in futuro garantirà un maggiore afflusso di persone nel centro storico.
Cosa prevedete a lungo termine?
Grazie all’idea di utilizzare spazi in comune, nasceranno spazi commerciali più moderni e competitivi, che potranno suscitare l’interesse di nuove imprese. Continuiamo a ricevere richieste per nuovi insediamenti commerciali, in particolare nel settore della gastronomia. Ciò dimostra che l’interesse per Bressanone rimane costante.
Da dove siete partiti per affrontare il problema?
Il primo passo è stato capire la situazione. Per questo il Comune ha incaricato il Marketing urbano di realizzare un’analisi dettagliata, insieme al centro di competenza “Sviluppo locale, sostenibilità e digitalizzazione” dell’Unione commercio turismo servizi. Sono stati censiti tutti i locali sfitti nei settori del commercio, della ristorazione e dei servizi, raccogliendo informazioni anche sul loro utilizzo precedente e sulle condizioni degli immobili. I risultati dell’indagine saranno presentati a breve e costituiranno la base per le decisioni politiche.
L’emergenza dei negozi sfitti non riguarda comunque solo Bressanone?
No, si nota in molte città. Il commercio tradizionale sta attraversando grandi cambiamenti: la digitalizzazione ha modificato le abitudini di acquisto, sempre più persone comprano online e questo riduce l’attività di alcuni tipi di negozi fisici. Inoltre, l’aumento dei costi di gestione, la difficoltà nel reperire personale qualificato e i problemi legati al passaggio generazionale nelle imprese familiari rendono difficile mantenere aperte molte attività. Molte realtà nate negli anni ’80 e ’90 oggi faticano a reggere il confronto con le nuove dinamiche di mercato.
Ci sono però anche opportunità per il centro storico.
Assolutamente sì. Il turismo crescere. Se lo integriamo meglio col commercio, possiamo creare nuove opportunità per i negozi e rendere il centro più attrattivo. Non si tratta solo di riempire locali vuoti, ma di ripensare gli spazi, valorizzare prodotti e servizi e costruire un’offerta che attragga residenti e visitatori.




