la trappola su Roblox e il ricatto alla 13enne. Condanne per 30 anni
Una piattaforma di gioco online, frequentata ogni giorno da milioni di ragazzi, si è trasformata nella porta d’ingresso di un incubo.
Quattro uomini, residenti tra diverse città italiane, sono stati condannati complessivamente a 30 anni di carcere per violenza sessuale pluriaggravata e pedopornografia ai danni di una ragazzina della provincia di Viterbo.
Tra i condannati figura anche un medico di 44 anni. La vittima, appena tredicenne all’epoca dei fatti, era stata avvicinata in quello che per molti genitori rappresenta un ambiente innocuo: la piattaforma di gioco online Roblox.
Dalla chat al ricatto
L’indagine, condotta dai Carabinieri e coordinata dalla Procura di Roma, ha ricostruito un meccanismo di adescamento progressivo.
Gli imputati, agendo singolarmente ma seguendo uno schema simile, avrebbero prima instaurato un rapporto con la ragazza attraverso il gioco online.
Il passo successivo era lo spostamento della conversazione su WhatsApp, dove le chat diventavano sempre più personali.
Da lì sarebbe partita la richiesta di foto e video a contenuto sessuale. Una volta ottenuto il primo materiale, il rapporto si trasformava rapidamente in una spirale di ricatti.

Minacce e pressione psicologica
Quando la minorenne cercava di interrompere i contatti, secondo quanto emerso dalle indagini, scattavano le minacce.
Gli imputati avrebbero fatto leva sulla paura e sulla vergogna della vittima, prospettando la diffusione dei video alla famiglia e agli amici oppure arrivando a minacciare di presentarsi sotto casa.
Gli investigatori hanno inoltre ricostruito un ulteriore elemento inquietante: alcuni degli uomini avrebbero tentato di coinvolgere anche i due fratellini della ragazza, entrambi sotto i dieci anni, nelle richieste di materiale.
Le condanne
Il processo si è concluso con rito abbreviato davanti al Gip del tribunale di Roma. Le pene inflitte sono state pesanti, anche se inferiori ai 49 anni complessivi richiesti dalla pm Vittoria Bonfanti.
Il giudice ha stabilito:
9 anni di carcere per un 23enne di Torino
8 anni per un 26enne della provincia di Roma
8 anni per un 33enne di Napoli
5 anni per un medico di 44 anni residente a Ferrara
Oltre alla pena detentiva, il tribunale ha disposto anche una provvisionale di 42mila euro a favore della famiglia della giovane, costituitasi parte civile.
Una decisione che chiude il capitolo giudiziario della vicenda, ma che difficilmente potrà cancellare le conseguenze di una violenza iniziata dietro lo schermo di un videogioco e sfociata in un lungo incubo di ricatti e pressioni.
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