Crollo in via Napoli, via libera dopo il monitoraggio: gli sfollati possono rientrare a casa

Genova. Potranno rientrare a casa da questa sera (11 marzo) i residenti di via Napoli 72, il palazzo evacuato dopo il crollo del muraglione nei pressi dell’ex caserma Gavoglio del Lagaccio nella tarda serata del 18 febbraio, ormai tre settimane fa.
Il via libera è arrivato dalla Protezione civile del Comune di Genova dopo aver valutato l’esito del monitoraggio con sensori eseguito da una ditta specializzata incaricata dal condominio. E dopo due settimane, come previsto, è arrivato il verdetto, per fortuna positivo.
Sono 52 gli abitanti sfollati quella notte che possono finalmente rientrare nei loro appartamenti, una volta esclusi i rischi di cedimento strutturale per il caseggiato. Rimangono interdetti però alcuni locali nei fondi situati in prossimità della parte crollata. Del resto anche la strada di accesso è sprofondata.
Sarà riaperto da domani mattina (12 marzo) anche il parco Gavoglio, chiuso per ragioni di sicurezza dopo un ulteriore cedimento nei giorni successivi.
“Il rientro nelle abitazioni degli inquilini di via Napoli 72 è una buona notizia che arriva al termine di settimane complesse e vissute con grande preoccupazione dalle famiglie coinvolte – dichiara la sindaca di Genova Silvia Salis – In situazioni come questa la priorità dell’amministrazione deve essere sempre quella di garantire la sicurezza delle persone, seguendo con rigore le valutazioni tecniche e accompagnando passo dopo passo i cittadini colpiti dall’emergenza. Oggi possiamo accogliere con sollievo un esito positivo frutto del lavoro svolto dai tecnici incaricati, dagli uffici comunali e dalla Protezione civile. A tutti loro va il nostro ringraziamento per l’impegno e la professionalità dimostrati. Continueremo a monitorare con la massima attenzione la situazione, perché accanto al ritorno alla normalità resta il dovere di seguire con serietà ogni aspetto ancora aperto e di garantire piena tutela ai residenti”.
L’esito delle indagini: “Nessun movimento significativo”
“A seguito dell’evento sono state eseguite delle indagini visive della zona interessata dai crolli e dal franamento del terreno che hanno permesso di constatare l’integrità delle strutture portanti dell’edificio e della porzione delle fondamenta oggi a vista – spiega l’assessore alla Protezione civile Massimo Ferrante -. Inoltre è stato installato un sistema di monitoraggio, costituito da 8 inclinometri con acquisizione automatica dei dati, al fine di monitorare l’evoluzione della situazione”.
Gli inclinometri sono posizionati sia sul fabbricato oggetto di sgombero che sui muri di sostegno della strada privata di accesso ai civici 70 e 66A del medesimo comparto e coprono sostanzialmente l’intero fronte prospiciente l’ex caserma Gavoglio. Le misurazioni – continua l’assessroe – hanno evidenziato l’assenza di movimenti significativi del fabbricato e dei muri di sostegno della strada sopraccitata, confermando l’indipendenza delle strutture portanti dell’edificio da quelle di sostegno dei terrapieni circostanti”.
L’inchiesta della Procura
La settimana scorsa la Procura di Genova ha aperto un’inchiesta per frana colposa contro ignoti. Dalla relazione dei vigili del fuoco è emerso che il crollo del muraglione, già monitorato, sarebbe stato causato dalla pioggia e dalle conseguenti infiltrazioni. Lo stesso tecnico incaricato dal condominio aveva in passato consigliato di eseguire lavori di regimazione dell’acqua piovana, per evitare che il dilavamento lungo la strada andasse a danneggiare il muro sottostante e proprio lui potrebbe essere una delle prime persone ad essere sentita dagli inquirenti.




