La polemica pubblica mette a rischio i diritti dei bambini

«Quando la polemica pubblica finisce per colpire i luoghi della tutela e chi vi lavora, non si stanno difendendo i bambini: si stanno mettendo in discussione i loro diritti». Lo ha dichiarato all’agenzia Agi Anna Guerrieri, presidente del Coordinamento delle associazioni familiari adottive e affidatarie in rete (Care), intervenendo sulla vicenda dei minori ospitati in una casa famiglia a Vasto.
Secondo Guerrieri, la «spettacolarizzazione e la polarizzazione» del caso starebbero producendo conseguenze concrete sul sistema di protezione dell’infanzia. In particolare, la presidente del coordinamento evidenzia il rischio di una sovraesposizione mediatica e sociale sia per i tre bambini coinvolti direttamente nella vicenda sia per gli altri minori presenti nella struttura.
«I bambini che vivono nella comunità di Vasto sono esposti a pressioni e intrusioni che non dovrebbero mai attraversare uno spazio di protezione – ha affermato –. Anche i tre minori protagonisti della vicenda hanno diritto alla riservatezza e alla tutela della propria storia».
Il Coordinamento Care richiama inoltre quanto segnalato dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Abruzzo in relazione a un episodio avvenuto durante una manifestazione davanti alla casa famiglia. Secondo quanto riferito, una ragazza residente nella struttura sarebbe stata insultata perché scambiata per un’operatrice sociale.
Per Guerrieri si tratta di «un fatto estremamente grave» che dimostrerebbe come la mobilitazione pubblica stia coinvolgendo direttamente altri minori senza alcun legame con la vicenda.
«I bambini e i ragazzi ospiti della casa famiglia stanno subendo una sovraesposizione che contraddice apertamente i principi fondamentali della tutela dell’infanzia», ha concluso la presidente del coordinamento Care, sottolineando la necessità di rafforzare, e non delegittimare, il sistema di protezione dei minori.
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