farà la messa alla prova
SENIGALLIA Libri rubati dagli scaffali dello store Mondadori: sotto accusa ci finisce un’editrice. Una donna che, all’epoca dei fatti, collaborava proprio con il negozio di corso II Giugno. L’imprenditrice, una 60enne di Senigallia, deve rispondere di tre distinti episodi di furti, avvenuti tra novembre 2024 e febbraio 2025. Ieri mattina si è tenuta l’udienza davanti al giudice Paola Moscaroli. La difesa dell’imputata, rappresentata dagli avvocati Sara Sbarbati ed Elisabetta Allegrezza, ha chiesto di procedere con un percorso di messa alla prova. Il programma di volontariato è già pronto, il giudice darà il nulla osta nell’udienza del 23 aprile.
I danni
Giulia Morini, che gestisce lo store insieme ad Emanuele Stacco, si è costituita parte civile con il legale Alessandro Genovali. Più per i danni morali che quelli materiali (un centinaio di euro per i volumi sottratti) considerando il rapporto che la legava all’imprenditrice. Un legame basato non solo sull’attività professionale e sulla comune passione per il mondo dell’editoria, ma anche sulla fiducia, tanto che la 60enne collaborava in modo stabile con la libreria Mondadori. Un fulmine a ciel sereno per i titolari, quando hanno scoperto le ruberie, attribuendole all’imputata dopo aver visionato le telecamere del negozio, dotato di sistema di videosorveglianza. Stando alla ricostruzione accusatoria, la 60enne si sarebbe appropriata senza titolo di tre volumi che rientravano nella sezione delle ultime uscite, nascondendoli in buste di altri esercizi commerciali. Nel periodo precedente a quello contestato dalla procura, ci sarebbero stati altri furti, ma rimasti a carico di ignoti.
L’imputata, attraverso i legali, avrebbe provato ad avviare (ma senza successo) delle trattative con i gestori, inviando anche una lettera di scuse. «Gestiamo una libreria in franchising, il che significa che il rischio d’impresa è totalmente sulle nostre spalle.
Siamo giovani e crediamo in questo mestiere, ma subire furti seriali da parte di chi, per professione, dovrebbe conoscere il valore del libro, lascia molta amarezza. Il taccheggio non è un gesto senza conseguenze: colpisce direttamente chi lavora dietro il bancone» le parole della titolare Morini.




