Viaggi e turismo

Tra i fiordi ai confini del mondo, in crociera fra Capo Horn e la Patagonia

Ci sono luoghi del pianeta in cui la geografia diventa esperienza fisica e meta di viaggio che allarga letteralmente i nostri orizzonti. Uno di questi è la Patagonia australe, quel dedalo di canali che unisce lo Stretto di Magellano a Capo Horn. Qui naviga da oltre 35 anni Australis, compagnia cilena specializzata in crociere tra i fiordi e i ghiacciai della Terra del Fuoco (opera in Europa dal 2003 da Barcellona), di fatto l’unica compagnia ad offrire un programma regolare di spedizioni turistiche in queste acque con partenze durante la primavera e l’autunno australe (da settembre ad aprile), quando le temperature sono meno proibitive (nell’ordine di pochi gradi sopra lo zero) e consentono escursioni a terra e navigazioni in sicurezza. In questi territori e nel silenzio di una natura avvolgente e ancora misteriosa transitò quasi due secoli fa Charles Darwin, mentre nel 1912 il missionario ed esploratore Alberto Maria De Agostini fu tra i primi a raccontarli come meta di scoperta e non solo di conquista. Oggi l’approccio che accompagna la proposta di Australis è quello di un turismo consapevole, che prende contatto con l’ambiente imparando a conoscerlo e a rispettarlo, lontano dalle mete esotiche prese d’assalto dal turismo di massa. Vanno proprio in questa direzione le collaborazioni con istituti scientifici, università e parchi naturali, dal Centro di Studi del Quaternario al Chilean Antarctic Institute per contribuire alla ricerca in ambito climatico e biologico.

Con Australis rotta verso Sud da Cile o Argentina

Punta Arenas e Ushuaia sono le due estremità del viaggio: per raggiungerle arrivando dall’Europa si prende l’areo da Santiago del Cile nel primo caso o da Buenos Aires nel secondo. L’itinerario classico è organizzato su quattro notti e collega le due città attraversando uno dei tratti di mare più leggendari del mondo. Una volta sbarcati si può proseguire in volo verso El Calafate (scalo che permette di tornare su Buenos Aires) e da lì organizzarsi per una visita al ghiacciaio Perito Moreno, distante circa 70 chilometri. Per rientrare a Santiago del Cile, invece, occorre scendere verso Puerto Natales o Punta Arenas, poiché non esiste un collegamento diretto verso la capitale cilena dalla città più a Sud del pianeta. Non è una crociera nel senso classico del termine: le due imbarcazioni (max 150 persone a bordo, costo dai 2 ai 4mila euro) con le quali opera la compagnia sono progettate per navigare in canali stretti e acque talvolta impegnative. A bordo non c’è connettività Wi-Fi e tale scelta (oltre che tecnica) favorisce l’immersione totale nel paesaggio. Le giornate trascorrono fra i brief con il team che segue le escursioni, composto in gran parte da personale originario della Patagonia, incontri in materia di glaciologia e storia delle esplorazioni e momenti di relax nei saloni panoramici. L’atmosfera è informale e quasi familiare e ricalca il concetto di viaggio che si trasforma in un’esperienza di esplorazione vera e propria. Il comfort non manca ma tutto è subordinato alla natura. Il vero lusso è il silenzio che si percepisce quando la nave si muove lenta davanti a un fronte glaciale o la distanza (geografica e digitale) che separa dal resto del mondo. Perché qui si è, per davvero, alla fine del mondo.

Lo spettacolo della natura tra fiordi e giacciai

La navigazione è un susseguirsi di scenari primordiali come la Cordigliera Darwin, al cui cospetto va in scena lo spettacolo di pareti di ghiaccio azzurro che si staccano con fragore assordante e di boschi subantartici di lenga e coihue (due delle specie arboree più importanti e caratteristiche delle foreste andino-patagoniche) che scendono fino al mare. La cosiddetta “Via dei Ghiacciai” è uno dei tratti più spettacolari e si osservano le sue lingue glaciali che si insinuano tra le montagne direttamente dal ponte della nave, che rallenta a bassissima velocità per le foto e le spiegazioni naturalistiche del caso. Una delle esperienze più iconiche è al Ghiacciaio Pia, nel braccio nord-occidentale del canale di Beagle, dove ci si avvicina alla sua fronte sbarcando a terra con l’ausilio di gommoni Zodiac. I più allenati possono partecipare a un’escursione di circa due ore di cammino su terreno morenico con un importante dislivello che culmina in un punto panoramico da cui si domina l’intero anfiteatro glaciale. Altre esperienze simili si possono compiere al Glaciar Condor e alla baia di Ainsworth, dove è possibile scegliere tra un percorso naturalistico più semplice e un trekking più impegnativo che richiede attrezzatura adeguata (scarponi impermeabili e giacca antivento) e buona resistenza alla fatica.

A tu per tu con la fauna australe

A Wulaia, antico sito degli indigeni Yámana, il sentiero sale tra torbiere e foreste fino a un belvedere che apre lo sguardo sui canali fuegini, dove il vento modella la vegetazione e ricorda costantemente la latitudine estrema. Il passaggio a Capo Horn resta uno dei momenti simbolici del viaggio: il promontorio roccioso che segna la fine del continente americano è stato per secoli un severo banco di prova per i velieri dei grandi navigatori, oggi lo si contempla ammirati dal ponte della nave con la sensazione concreta di trovarsi ai margini del mondo abitato. Se le condizioni lo consentono, si sbarca a terra sull’omonima isola per raggiungere il faro e la piccola cappella che ricorda i marinai dispersi. Lungo il percorso non mancano infine gli incontri con la fauna. Sull’Isola Magdalena si cammina tra centinaia di pinguini di Magellano che nidificano indisturbati mentre sull’Isla Marta si possono osservare a distanze rigorosamente regolamentata colonie di foche, leoni marini e cormorani (ogni sbarco è sempre preceduto da briefing tenuti dalle guide di Australis sulle norme di comportamento in ambiente protetto). Si consiglia di prevedere almeno una notte pre o post crociera a Punta Arenas o Ushuaia, per cautelarsi da eventuali variazioni dei voli e per visitare città che conservano un’anima di frontiera, tra musei navali e basse architetture battute dal vento.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »