Intelligenza artificiale, rischi in aumento per la cybersicurezza delle imprese
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Dall’Osservatorio di Confapi FVG, l’Associazione Piccole e Medie Industrie del Friuli Venezia Giulia, emerge come l’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale sta aumentando sia le capacità difensive sia quelle offensive nel cyberspazio, rendendo più complesso il quadro di rischio per le Imprese e per l’intera filiera produttiva. Diverse aziende del territorio hanno subito, negli ultimi anni, attacchi informatici di vario genere, con ripercussioni sull’operatività (in alcuni casi ferma per oltre un mese) e la reputazione.
È di pochi giorni fa la notizia che nel 2025 l’Italia ha subito 116.498 attacchi informatici, tradotto: uno ogni cinque minuti, un ritmo superiore del 17% rispetto alla media globale. (fonte: Tinexta Cyber Threat Landscape 2025). Parallelamente, i dati ISTAT mostrano che, sebbene cresca l’attenzione, permane un divario di adozione: il 32,2% delle Imprese con almeno 10 addetti dichiara di utilizzare almeno sette delle misure di sicurezza considerate dalla NIS2, mentre risultano ancora significative le distanze tra PMI e grandi Imprese su formazione e documentazione di sicurezza ICT.
Confapi FVG, nell’ambito delle attività a supporto delle Imprese del territorio, da tempo approfondisce i profili normativi e organizzativi della NIS2, soprattutto le implicazioni pratiche per le Imprese che sono tenute ad applicarla, con un’attenzione speciale al rapporto tra innovazione e sicurezza, ancor di più da quando ha inserito nel proprio Statuto l’impegno a favorire lo sviluppo dell’innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale.
L’associazione fa parte anche dell’European Digital Innovation Hub (EDIH) creato da Confapi nazionale. Confapi Digital Innovation Hub supporta le Imprese nella transizione digitale e favorisce l’innovazione sia di prodotto che di processo tra le aziende del Sistema Confapi.
Oggi Confapi DIH è coinvolta in diversi progetti finanziati dall’UE, tra i quali spicca per attualità il progetto MicroCyber: finanziato dalla Commissione Europea attraverso il programma Horizon Europe, vede tra i partner anche CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica), CIRPS (Centro Interuniversitario di Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile), Deloitte, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e Digiform. “La cybersicurezza non è più una scelta opzionale né un tema circoscritto all’ufficio IT: è una responsabilità di governance che riguarda processi, persone, fornitori e continuità operativa. La Direttiva NIS2 rende evidente che la resilienza digitale è un requisito di sistema. Come Confapi FVG accompagniamo le Imprese con iniziative concrete di informazione, orientamento e accesso a strumenti qualificati, valorizzando anche il contributo di MicroCyber e del relativo ecosistema – dichiara Massimo Paniccia, Presidente di Confapi FVG -. In questa fase il punto è acquisire le capacità di prevenire, resistere e ripartire, con il minor impatto possibile per l’Impresa in termini di adempimenti, oneri e costi. Per molte Imprese significa dotarsi di presìdi essenziali e misurabili e trasformarli in procedure che non solo reggano anche sotto stress operativo, ma si trasformino in una leva di competitività. Come Confapi FVG continuiamo a fare la nostra parte, traducendo gli obblighi in percorsi pratici e sostenibili per le PMI e utilizzando le risorse messe a disposizione dal progetto MicroCyber per assessment, test, formazione e accompagnamento, in modo da ridurre i rischi e aumentare l’efficienza delle Imprese del territorio”.
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