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Dagasso brilla con una doppietta

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Il Venezia risponde immediatamente al pareggio di Bolzano e torna alla vittoria con una prestazione convincente allo stadio Pier Luigi Penzo. La formazione guidata da Giovanni Stroppa supera l’Avellino con un netto 4-0 al termine di una gara che cambia volto poco dopo la mezz’ora del primo tempo e che vede come grande protagonista il giovane centrocampista Matteo Dagasso, autore di una doppietta all’esordio dal primo minuto con la maglia arancioneroverde.

Il successo consente al Venezia di mantenere il passo in vetta alla classifica di Serie B insieme al Monza, anch’esso vittorioso nella stessa giornata. Gli arancioneroverdi salgono così a quota 18 successi in 28 partite e rafforzano il rendimento interno della stagione: quella contro l’Avellino rappresenta infatti la dodicesima vittoria casalinga in quattordici gare disputate nella “fortezza” di Sant’Elena. Davanti a quasi ottomila spettatori, la squadra lagunare offre una prova di grande solidità e qualità, dominando il gioco soprattutto dopo l’episodio che segna l’andamento del match.

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La partita inizia con alcune difficoltà per i padroni di casa. L’Avellino si presenta al Penzo con un atteggiamento molto prudente e compatto, schierato con un sistema speculare a quello veneziano e con linee molto strette. Per lunghi tratti della prima mezz’ora gran parte dei giocatori in campo si concentra in uno spazio ristretto di campo, rendendo difficile trovare varchi. Il Venezia prova comunque a far circolare rapidamente il pallone per allargare la difesa avversaria, ma inizialmente incontra ostacoli tra falli tattici, raddoppi e qualche imprecisione nella manovra.

Le scelte di formazione di Stroppa sono influenzate dagli impegni ravvicinati e da alcune assenze. Il tecnico deve fare a meno di Sverko, alle prese con alcune contusioni, e di Duncan, fermato da uno stiramento muscolare. Restano indisponibili anche Bjarkason, ancora alle prese con un problema all’adduttore, mentre Compagnon viene convocato ma non utilizzato. Dal punto di vista tattico il Venezia modifica leggermente il consueto 3-5-2, schierandosi con un 3-5-1-1. Davanti al portiere Stankovic agiscono Svoboda, Schingtienne e Franjic, mentre a centrocampo trova spazio per la prima volta da titolare Dagasso insieme a Doumbia e Busio. Sugli esterni giocano Hainaut a destra e Sagrado a sinistra. In attacco Stroppa sceglie Casas come riferimento offensivo supportato da Kike Perez sulla trequarti, con Adorante inizialmente a riposo e gli altri attaccanti partiti dalla panchina.

La gara cambia radicalmente al 31’. In un contrasto a centrocampo, Tutino interviene con la gamba alta su Franjic e l’arbitro estrae il cartellino rosso diretto, lasciando l’Avellino in inferiorità numerica. Da quel momento il Venezia aumenta il ritmo e sfrutta immediatamente la superiorità.

Il vantaggio arriva poco dopo. Busio prova la conclusione dalla distanza e il portiere Daffara compie un intervento decisivo deviando il pallone sulla traversa. La sfera però ricade in area dove Dagasso è il più rapido ad avventarsi sulla respinta e a depositare in rete il pallone dell’1-0. Per il giovane centrocampista è il primo gol con la maglia arancioneroverde e rappresenta l’inizio di una serata da protagonista.

L’Avellino accusa il colpo e nel giro di pochi minuti la partita si mette definitivamente in discesa per il Venezia. Al 34’ arriva il raddoppio: sugli sviluppi di un’azione offensiva lagunare, il difensore Reale devia sfortunatamente il pallone nella propria porta nel tentativo di anticipare gli attaccanti avversari. È il terzo autogol stagionale a favore della squadra di Stroppa.

Passano appena altri due minuti e il Venezia cala anche il tris. L’azione nasce da una ripartenza veloce avviata dalla difesa: Svoboda recupera il pallone e innesca la progressione che coinvolge Casas e Busio. Il centrocampista statunitense riceve al limite dell’area e conclude con precisione trovando l’angolo alto della porta. In appena sei minuti il punteggio passa da 0-0 a 3-0, con la partita di fatto già indirizzata.

Il primo tempo si chiude con un dominio territoriale evidente dei padroni di casa, confermato anche dai numeri della gara. Il Venezia controlla il possesso con oltre settecento passaggi completati contro meno di trecento dell’Avellino e costruisce numerose occasioni da rete, mentre gli ospiti riescono a rendersi pericolosi solo sporadicamente.

All’inizio della ripresa entrambi gli allenatori effettuano diversi cambi. Stroppa sfrutta il vantaggio per ruotare gli uomini e concedere spazio a chi ha giocato meno nelle ultime settimane. Entrano tra gli altri Yeboah, Bohinen e Pietrelli, mentre nel corso della seconda frazione trova spazio anche Lella. L’Avellino prova a riorganizzarsi, ma con l’uomo in meno fatica a contenere le iniziative del Venezia, che continua a controllare il gioco senza correre particolari rischi.

L’unico momento di apprensione per i lagunari arriva quando Sagrado è costretto a lasciare il campo per un problema muscolare al flessore, sostituito da Haps. Per il resto la gara scorre senza particolari scossoni, con il Venezia che gestisce il possesso e continua a cercare la via del gol.

La rete che chiude definitivamente la partita arriva nel finale ed è ancora firmata da Dagasso. Il centrocampista riceve palla al limite dell’area e lascia partire una conclusione a giro che si infila all’incrocio dei pali, una parabola che ricorda le classiche traiettorie dalla sinistra verso il secondo palo. Il Penzo accompagna il giovane talento con una lunga standing ovation mentre il Venezia cala il poker.

Il successo conferma il momento positivo della squadra di Stroppa e rafforza le ambizioni di promozione diretta. La vittoria consente infatti agli arancioneroverdi di allungare momentaneamente il margine sulle inseguitrici, con un vantaggio di sei punti sul Frosinone e nove sul Palermo in attesa delle altre gare di giornata.

Archiviata la sfida con l’Avellino, il Venezia è già proiettato al prossimo impegno di campionato. Tra tre giorni al Penzo arriverà la Reggiana per la ventinovesima giornata, in una fase della stagione in cui il calendario fitto richiede rotazioni e gestione delle energie. La prestazione contro i campani ha comunque confermato la profondità della rosa e la crescita di nuovi protagonisti, tra cui Dagasso, capace di lasciare il segno nella sua prima gara da titolare.


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