Il food Made in Italy trova spazio e consensi sui canali social

Parte del patrimonio immateriale dell’Unesco solo dal dicembre 2025, la cucina italiana o, meglio, il cibo Made in Italy vanta un posizionamento premium sui mercati internazionali da sempre. A rimarcarlo una ricerca condotta da Eumetra per Pulse Advertising, agenzia internazionale di social media e influencer marketing, che ha coinvolto un campione di 2.541 rispondenti d’età compresa tra i 15 e i 65 anni sparsi in 5 Paesi (Cina, Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti). Secondo lo studio, il 36% dei consumatori globali è disposto a pagare un sovrapprezzo per i prodotti alimentari italiani, con punte del 41% in Germania. Una percentuale che colloca il food tricolore alle spalle del fashion (51% dei consumatori globali) e davanti ai gioielli (tra il 21 e il 40% a seconda del mercato). In particolare, il cosiddetto ‘country of origin brand’ italiano alias Made in Italy è fattore discriminante per il 38% degli americani, il 33% dei cinesi e il 32% degli inglesi.
A influenzare pesantemente il modo con il quale i consumatori globali guardano al Made in Italy sarebbero, più che i canali ufficiali, i social media. Il 91% dei rispondenti cinesi, il 64% degli americani, il 58% dei tedeschi, il 58% degli inglesi e il 57% dei francesi affermano, infatti, che sono proprio i social a far scoprire loro nuovi marchi, a ispirarli e, soprattutto, a spingerli all’acquisto dei nostri prodotti. E a livello di presenza sul feed, il food, con il 31%, rappresenta in assoluto il secondo comparto tricolore dopo il fashion (48%). “Ogni giorno vediamo turisti stranieri impegnati a trasformare un piatto di pasta consumato al ristorante in un contenuto social tout court – spiega Paola Nannelli, ceo global di Pulse Advertising – E quando l’esperienza del cibo italiano viene documentata, condivisa e amplificata con elementi associati al Made in Italy come ambientazioni eleganti (18-36% a seconda dei mercati), scene di convivialità (28-36%), dettagli artigianali e materiali naturali (12-44%), smette di essere tradizione e diventa aspirazione”.
Source link




