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Un calendario per celebrare le nostre Madri Costituenti

Nel mese di gennaio troviamo la veterana Lina Merlin, marzo è riservato a Teresa Noce, a maggio compare Nilde Iotti, mentre Teresa Mattei e Nadia Gallico Spano “occupano” giugno e così via. È un calendario speciale e dal potente significato simbolico quello che l’Associazione nazionale magistrati (grazie al lavoro della Commissione Educazione e Legalità presieduta da Gaspare Sturzo) ha dedicato alle ventuno elette all’Assemblea Costituente il 2 giugno del 1946. Un omaggio, nell’80° anniversario di quel voto che segnò le sorti dell’Italia, a disposizione di tutti: il calendario si può scaricare e stampare gratuitamente sul sito dell’Anm.

È uno strumento utile agli insegnanti e ai genitori, più in generale un’iniziativa meritoria in un Paese che ha sempre dimenticato o trascurato l’apporto importante delle italiane alla costruzione della democrazia e – in questo caso – alla scrittura della Carta costituzionale. Qui, mese per mese, si trovano i volti, i cenni biografici e sintetiche descrizioni delle battaglie condotte dalle ventuno protagoniste, dopo due pagine introduttive che raccontano il contesto storico di quegli anni, dalla Resistenza al biennio costituente. Non solo: la successione dei giorni di ogni mese è scandita dai principali avvenimenti storici accaduti in quel mese e dagli interventi in Assemblea. Un vero e proprio diario della nascente Repubblica.

La primissima pagina si presenta con i volti delle protagoniste, un colpo d’occhio d’insieme: una esigua minoranza sul totale dei 556 chiamati dal popolo italiano a rappresentarlo, il 2 giugno. Erano nove comuniste, nove democristiane, due socialiste, una esponente del Fronte dell’Uomo Qualunque. La più giovane, Teresa Mattei (Pci), aveva 25 anni, nella Resistenza era stata a capo della brigata intitolata al fratello Gianfranco (suicida nella prigione di via Tasso a Roma per non rischiare di parlare sotto tortura): Firenze tornò libera, nell’estate ’44, anche per il suo coraggio. La più anziana era la socialista Lina Merlin, 59 anni: la ricordiamo soprattutto per la legge che dispose la chiusura delle case di tolleranza (1958) ma la sua esperienza e consapevolezza politiche venivano da lontano. Non a caso fece parte (insieme a sole altre quattro donne) della Commissione dei 75, incaricata di redigere la Carta. Con lei erano Nilde Iotti, Maria Agamben Federici, Angela Gotelli e Teresa Noce. La loro voce sul principio di uguaglianza (articolo 3) poi declinato in relazione alla parità morale e giuridica dei coniugi, all’educazione dei figli, ai pari diritti sul lavoro, è stata determinante. Il loro sguardo moderno e la capacità di argomentare (basti leggere i resoconti dei dibattiti in Assemblea, disponibili sul sito della Camera dei deputati) ha fatto la differenza al cospetto dei Padri costituenti, illuminati e preparati ma non sempre capaci di elevarsi rispetto ai radicati pregiudizi culturali del tempo. Lo si nota, ad esempio, sulla vicenda dell’ingresso delle donne in magistratura: le ventuno Madri ne uscirono sconfitte, non riuscirono a vincere le resistenze degli interlocutori, ingabbiati in stereotipi ancor oggi duri a morire. Sconfessando platealmente l’articolo 3 della Costituzione che sarebbe entrata in vigore il 1° gennaio 1948, l’Assemblea fece sì che le italiane rimanessero “ineguali” accanto agli italiani, impedendo loro l’accesso agli uffici pubblici sino al 1963.

Tuttavia le ventuno elette, anche in questo caso, posero con forza il tema e aprirono un varco. In quel biennio presero la parola su famiglia, scuola, pace, lavoro avendo davanti sempre, cristallino, l’obiettivo del bene comune. Nonostante i diversi colori politici e le diverse sensibilità e formazione, seppero compattarsi e trovare una sintesi nel nome di una società più equa e avanzata.

Per questo vanno conosciute, studiate, celebrate. Come fa questo calendario che, dopo l’incontro a Palermo sabato scorso, verrà presentato domani a Milano, alle 17:30 a Palazzo di Giustizia, e il 6 marzo alle 17 a Roma, all’Istituto Sturzo.


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