“Riforma berlusconiana che ha come padre nobile Licio Gelli”: Travaglio presenta “Perché No – Guida al referendum”
“Questa è una riforma berlusconiana che ha come padre nobile Licio Gelli. Noi abbiamo intervistato suo figlio, Maurizio, che molto onestamente ha detto che era ora che finalmente attuassero le idee di papà. Quando Licio Gelli era ancora in vita, mi diede un’intervista ai tempi della Bicamerale, mi disse “Dovrebbero pagarmi il copyright“, perché, diceva, a poco a poco arriviamo a quello che ho sempre detto io e cioè che bisogna separare le carriere. Naturalmente Gelli era molto più onesto di questi qua; e quindi diceva bisogna separare le carriere per mettere il pm sotto l’esecutivo“. A sottolinearlo il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, presentando a Roma il libro “Perché No. Guida al referendum su magistratura e politica in poche e semplici parole“, edito da PaperFirst, insieme al magistrato Nino Di Matteo, all’ex sindaca di Roma Virginia Raggi e al presidente M5s Giuseppe Conte. “Si offendono quando richiami Gelli. Ma nel Piano di Rinascita democratica (della P2, ndr) c’è scritto separazione delle carriere”, ha ricordato pure l’ex premier e leader dei Cinque Stelle. Per poi avvertire: “Io ritengo che la riforma Nordio sia ad alto coefficiente politico. Se abbiamo più politica e meno giustizia, significa spazi di impunità per i politici. È un disegno complessivo di cui questi sette articoli della Costituzione che vengono cambiati sono una chiave di passaggio fondamentale. Adesso ci riprovano anche con la legge elettorale: se passa, il Presidente della Repubblica, quando andrà a scadenza Sergio Mattarella, sarà loro o sarà di chi vincerà. Potrebbe riguardare anche un partito, noi ci auguriamo, delle forze progressiste. Ma non è corretto che chi vince prende tutto e nomina gli organi di garanzia”, avverte Conte.
“Se tu metti il guinzaglio al pubblico ministero l’acqua che arriverà fino al giudice sarà acqua più inquinata, quindi il giudice sarà più soggetto a errori giudiziari. Non parliamo di governo sì, governo no, dimissioni di Meloni, quelle sono tutte stupidaggini che aiutano soltanto il Sì, perché fanno credere che questa sia una battaglia tra destra e sinistra. Questa è una battaglia per gli interessi dei cittadini a votare No. Ai cittadini di destra piace questo governo? Benissimo, il governo resterà in piedi, magari un po’ più indebolito da questo referendum, ma senza conseguenze. Però si saranno risparmiati anche loro i danni che questa schiforma fa, ripeto, non ai magistrati, ma ai cittadini”, aggiunge Travaglio. Di Matteo spiega invece come sulla giustizia sia necessario uno “sguardo d’insieme”: “Tutte queste riforme a che cosa tendono? Tendono a creare un vero e proprio scudo di protezione per i potenti. Questa è una riforma dettata da un intento di regolamento di conti, non nei confronti della magistratura tutta, ma nei confronti di quella parte della magistratura che ha inteso fare il suo lavoro a 360 gradi. Vogliono evitare che in futuro la magistratura disturbi il potere”.
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