“E’ una guerra illegale. L’Europa difenda il diritto internazionale”

“Non siamo di fronte a un attacco preventivo. Siamo di fronte a una guerra illegale”. Lo afferma Emanuele Bianchi, responsabile Europa del Partito Democratico della Città di Rimini, intervenendo sull’offensiva militare contro l’Iran. Questo dopo l’intervento di ieri sui social del sindaco Jamil Sadegholvaad.
“Il diritto internazionale è chiaro. L’articolo 2, paragrafo 4, della Carta delle Nazioni Unite vieta l’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di uno Stato. L’articolo 51 consente il ricorso alla forza esclusivamente in caso di legittima difesa, a fronte di un attacco armato in corso. Parlare di ‘azione preventiva’ in assenza di questi presupposti significa piegare il diritto alle esigenze politiche – prosegue l’esponente dem – Anche il linguaggio utilizzato in queste ore viene messo in discussione: definire “preventiva” un’azione militare priva dei requisiti previsti dal diritto internazionale rischia di legittimare una violazione dell’ordinamento multilaterale. Come è inaccettabile parlare di “operazione speciale” per l’invasione dell’Ucraina, oggi è scorretto parlare di azione preventiva. In entrambi i casi si tratta di guerre che mettono in crisi il sistema fondato su regole condivise”.
“Secondo le informazioni disponibili, nei raid sarebbero stati colpiti anche obiettivi civili, tra cui una scuola femminile nel sud del Paese, con vittime tra studenti e personale. Nelle stesse ore, la televisione di Stato iraniana ha dato notizia della morte della Guida Suprema, Ali Khamenei, ucciso nel corso dell’offensiva che ha interessato diverse aree strategiche della capitale -aggiungono dal Pd -Anche a fronte di un evento di tale portata, resta tuttavia un punto fermo: nessuna escalation, per quanto rilevante sul piano politico o militare, può giustificare il coinvolgimento di civili o il bombardamento di strutture scolastiche. Se confermati, gli attacchi contro obiettivi non militari configurerebbero una possibile violazione del diritto internazionale umanitario e delle Convenzioni di Ginevra, che impongono in ogni circostanza la tutela della popolazione non combattente”.
“Il rischio politico è evidente: accettare che la forza sostituisca il diritto significa aprire la strada a un ordine internazionale fondato sulla potenza militare, e non su norme comuni. L’Unione Europea non può essere ambigua né divisa – conclude Bianchi – Deve affermare con chiarezza che l’uso unilaterale della forza, al di fuori dei casi previsti dal diritto internazionale, è inaccettabile. Serve un’iniziativa diplomatica immediata, la cessazione delle ostilità e un percorso politico per la stabilità regionale. Al popolo iraniano servono diritti e libertà, non bombe”.
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