sconti per 65mila commercianti e periferie più leggere
La “stangata” prevista per il 2026 è stata disinnescata. Dopo un primo anno di sperimentazione del nuovo metodo di calcolo basato sui valori catastali, il Comune di Roma ha deciso di ricalibrare il tiro.
Il piano originale prevedeva un passaggio graduale che avrebbe portato le tariffe all’80% del valore di mercato nel 2026, ma i dati OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare) hanno spinto l’amministrazione verso una scelta più morbida: applicare subito il criterio OMI integrale, ma con coefficienti che avvantaggiano la maggior parte degli esercenti.
I numeri della riforma: chi sale e chi scende
La platea dei contribuenti è vasta – circa 87.000 tra negozianti e artigiani – e il nuovo algoritmo produce effetti diametralmente opposti a seconda della zona:
Zone di pregio (Centro Storico): L’aumento ci sarà, ma sarà contenuto all’8,6%, contro il pesante +24% inizialmente stimato.
Periferie e zone non di pregio: Qui scatta il segno meno. Si registrerà una riduzione media del 13%, ribaltando la previsione di un incremento del 6%.
In sintesi: per 65.000 operatori la tariffa scenderà rispetto al 2025, mentre solo 21.000 (concentrati nelle aree a più alto valore immobiliare) vedranno un lieve rincaro.
Cultura ed edicole: tasse zero o bloccate
La delibera non guarda solo ai fatturati dei ristoranti, ma punta a proteggere il tessuto sociale della città. Scatta l’esenzione totale per le librerie su suolo pubblico e per i cantieri legati all’edilizia residenziale pubblica.
Per edicole, attività culturali e occupazioni temporanee, gli aumenti sono stati congelati o ridotti, nel tentativo di arginare la crisi che sta colpendo i chioschi dei giornali e i piccoli presidi culturali di quartiere.

L’ultimatum del 31 marzo
Nonostante i benefici tariffari, resta ferma la linea del rigore amministrativo. L’assessora alle Attività Produttive, Monica Lucarelli, ha lanciato un monito chiaro: le agevolazioni nazionali legate al periodo Covid non esentano dal rispetto del decoro e del Codice della strada.
«Ogni esercente, con titolo ordinario o Covid, deve presentare la domanda di adeguamento entro il 31 marzo 2026», ha ricordato l’assessora. Chi non rispetterà la scadenza rischia di perdere il diritto a occupare il suolo pubblico una volta completata l’analisi delle nuove domande.
“Un sistema più equo”
Il sindaco Roberto Gualtieri ha rivendicato la scelta politica: «Agganciamo finalmente le tariffe al valore effettivo dei quartieri dove si lavora. In questo modo incentiviamo il commercio nelle periferie e diamo certezze a chi vuole programmare investimenti».
Sulla stessa linea la vicesindaca Silvia Scozzese, che ha sottolineato come la scelta di applicare integralmente il criterio OMI garantisca un «beneficio diffuso e rafforzi l’equità territoriale».
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