Calabria

A Crotone una rete che agevolava l’ingresso illegale di extracomunitari I NOMI


Due imprenditori, due funzionari della Prefettura di Crotone, un agente della Polizia di Stato, un avvocato e quattro stranieri. Sono i protagonisti della presunta rete che avrebbe agevolato l’ingresso illegale in Italia di extracomunitari. Lo ha scoperto la Procura di Crotone con l’inchiesta condotta dai poliziotti della Digos che ora è stata chiusa a carico di dieci persone. Nei loro confronti il pm Umberto Iurlaro contesta a vario titolo i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento personale.

I nomi delle persone coinvolte

Sotto accusa sono finiti Tommaso Iannuzzi (31 anni, di Cariati), titolare dell’impresa edile “Eco Green Management” di Rocca di Neto; l’imprenditore Peppino Petrone (51, Latina); l’avvocato Fabio Lucà (40, Crotone); Ardit Bardho (32, albanese residente a Botricello) e Nicola Borza (44, Cotronei), addetti dello Sportello unico per l’immigrazione della Prefettura di Crotone; Domenico Cataldo Nigro (55, Cirò Marina), vice sovrintendente della Squadra amministrativa della Divisione Pasi della Questura di Crotone; Simon Ridge Molinaro (29, tedesco residente a Rocca di Neto); Md Ai Amin (29, residente a Terni); Mohammed Raton (47, residente a Roma); e Mohammed Walid (39, residente a Terni), tutti e tre del Bangladesh.

Il meccanismo dei finti nulla osta

Secondo gli inquirenti, gli ideatori dell’ipotizzato sistema fraudolento sarebbero stati Iannuzzi e Petrone. Quest’ultimo, per conto della “Eco Green Management di Tommaso Iannuzzi”, negli anni 2023-2024 avrebbe richiesto il nulla osta per lavoro subordinato di stranieri per 93 volte, di cui 85 nel 2024, facilitando l’arrivo irregolare nel nostro Paese degli immigrati i quali, una volta in possesso del visto, non si sarebbero mai recati negli uffici prefettizi per regolarizzare la propria posizione ma avrebbero fatto perdere le loro tracce per poi presentare nelle Questure della città dove intendevano stabilirsi l’istanza per il permesso di soggiorno per lavoro subordinato.

Il ruolo dei professionisti e dei funzionari pubblici

Invece, l’avvocato Fabio Lucà deve rispondere di aver favorito (nel 2023) la permanenza illegale in Italia di Mohammed Raton, Mohammed Walid e Md Ai Amin «attestando falsamente» – scrive il pm – che i tre stranieri fossero dipendenti della “Eco Green Management di Tommaso Iannuzzi”, nonostante questi non si fossero mai recati in Prefettura per firmare il contratto di soggiorno di lavoro subordinato. Che venne siglato successivamente con la stessa ditta per pochi mesi.

Si spiegano così gli addebiti mossi a Ardit Bardho e Nicola Borza della Prefettura per non aver revocato il nulla osta al lavoro ai tre extracomunitari, mentre Molinaro è accusato di aver detto a Iannuzzi di essere indagato alla luce dell’informazione avuta dal poliziotto Nigro.

Plauso di Wanda Ferro

«Plauso agli investigatori della Digos e al questore Renato Panvino per la brillante operazione» il commento della sottosegretaria all’Interno, Wanda Ferro. Che ha aggiunto che occorre «mantenere alta l’attenzione nel contrasto all’immigrazione clandestina».


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