Emilia Romagna

i rider scendono in piazza per chiedere sicurezza e contratti veri


Il terremoto giudiziario che ha travolto i giganti del food delivery arriva nelle piazze romagnole. Dopo il commissariamento di Glovo e, da ultimo, quello di Deliveroo Italy da parte della Procura di Milano per l’ipotesi di caporalato, l’Unione sindacale di base (Usb Slang) lancia un grido d’allarme che risuona anche a Rimini. Sabato 28 febbraio, a partire dalle 14.30, i rider del territorio si ritroveranno in Piazza Cavour per una giornata di mobilitazione nazionale.

L’obiettivo è denunciare quello che il sindacato definisce il “crollo del castello di carte delle piattaforme”: un modello economico che, dietro il paravento della tecnologia e della modernità, nasconderebbe forme brutali di sfruttamento.

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“Le richieste dei lavoratori sono nette: contratti veri, il passaggio immediato dal lavoro autonomo fittizio all’assunzione diretta tramite il Ccnl logistica e trasporto, con garanzie su ferie, malattia e paga oraria dignitosa, l’eliminazione dei pagamenti a consegna che spingono i rider a correre rischi eccessivi nel traffico cittadino e la fornitura e la manutenzione dei mezzi di trasporto e dei dispositivi di protezione individuale (Dpi) devono smettere di essere un costo per il lavoratore”, spiega il sindacato.

Usb Rimini chiede, inoltre, l’intervento delle istituzioni locali: “davanti alla certificazione della magistratura sulla natura subordinata di questo lavoro, il Comune e la Prefettura non possono restare a guardare. Chiediamo tavoli permanenti di monitoraggio per garantire che la legalità torni sulle strade della nostra città”. 

“L’invito alla partecipazione è esteso a tutti i rider di Glovo, Deliveroo e delle altre piattaforme operanti nel riminese, ma anche alla cittadinanza solidale, per dire insieme: Real job, real contract – Schiavi mai!”, conclude Usb.


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