Lazio

a Piazza Cuba scatta la “rivolta del centimetro”

Non c’è pace per il quadrante Nord della Capitale. Quello che doveva essere il fiore all’occhiello della mobilità dolce romana, il GRAB (Grande Raccordo Anulare delle Bici), sta trasformando i Parioli in un campo di battaglia amministrativo.

Al centro della contesa, ancora una volta, Piazza Cuba, dove l’apertura di un nuovo cantiere ha riacceso la miccia della protesta dei residenti, pronti a dare battaglia per ogni centimetro di asfalto “sottratto” alle auto.

L’effetto “imbuto” a Piazza Cuba

Piazza Cuba non è uno slargo qualunque: è lo snodo vitale che smista il traffico tra piazza Ungheria e Villa Grazioli.

Lo scorso settembre, l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè aveva tentato di gettare acqua sul fuoco promettendo una modifica al piano originale: due corsie di marcia per le auto (una per via Lima e una verso piazza Ungheria) a discapito della larghezza della ciclabile.

A distanza di cinque mesi, però, la comparsa di transenne e frecce tracciate sull’asfalto ha fatto gridare al tradimento.

Secondo il comitato spontaneo “Sos via Panama”, il nuovo cantiere starebbe mangiando ulteriore spazio alla carreggiata nel punto più critico del quartiere.

«Non bastavano i disagi già creati denunciano dal comitatoora l’insaziabile fame d’asfalto dei progettisti vuole divorare spazio proprio dove c’è il massimo del traffico».

Il rebus della pensilina e del marciapiede

Il pomo della discordia, questa volta, riguarda lo spostamento della fermata dell’autobus. Per adattare il marciapiede agli standard del GRAB (che richiede percorsi distinti per pedoni e ciclisti dietro la pensilina, a differenza della vecchia ciclabile esistente da 26 anni), la fermata verrà traslata leggermente in avanti, invadendo la carreggiata.

Dall’Assessorato capitolino alla Mobilità minimizzano: «Si tratta di pochi centimetri». Ma per chi ogni mattina affronta l’imbuto dei Parioli, quei centimetri pesano come chilometri.

«Erano state promesse due corsie e invece si sono rimangiati tutto — rincarano da “Sos via Panama” —. Prima l’errore a viale Romania con corsie troppo strette per i bus, ora questa beffa».

Il fattore Italgas

A complicare il puzzle si è aggiunto anche il rifacimento dell’impianto Italgas, i cui nuovi sottoservizi hanno imposto un ulteriore ripensamento degli spazi.

Il risultato? Un cantiere che avvolge la pensilina e restringe ulteriormente il passaggio per i mezzi privati.

La battaglia del GRAB ai Parioli sembra dunque lontana dalla conclusione. Tra la necessità di completare un’opera strategica per il Giubileo e il diritto alla vivibilità di un quartiere già soffocato dal traffico, la sfida ora si gioca sulla precisione dei rilievi tecnici.

Il rischio, per il Campidoglio, è che via Panama diventi il simbolo di una mobilità “gentile” che, per nascere, ha dovuto usare le maniere forti con il territorio.

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