Liguria

De Rossi e la piccola-grande rivoluzione: qualità e gol per la salvezza del Genoa


Genova. “Ci si salva con la qualità, una qualità non fine a se stessa e facendo tanti gol”. Daniele De Rossi sta introducendo una piccola-grande rivoluzione nella lotta per non retrocedere e i risultati, per ora (i tifosi genoani facciano pure tutti gli scongiuri del caso), gli stanno dando ragione.

Il Genoa, da quando c’è Ddr, ha cambiato faccia e ruolino di marcia: ha 27 punti in classifica alla 26esima giornata. Alla nona giornata, quando Vieira è stato esonerato, i rossoblù erano ultimi a 3 punti con 4 gol segnati e 13 subiti. Nessuna vittoria in casa. All’epoca la Cremonese aveva 14 punti, il Torino 12, il Lecce 6, Pisa e Verona 5.

Poi i tre punti a Reggio Emilia col Sassuolo alla decima nell’interregno Murgita-Criscito e l’inizio della gestione De Rossi che ha preso il Grifone diciottesimo, con sei punti, una vittoria, tre pareggi e sei sconfitte. La casella delle reti fatte era molto magra: solo sei. 14 quelle subite.

Il Genoa, con De Rossi ha fatto 21 punti in 16 partite. Una media di 1,31 punti a partita frutto di 5 vittorie e 6 pareggi. Un bottino che ha permesso l’aggancio al Torino (27), oltre al sorpasso su Cremonese (24), Lecce (24), Pisa e Verona (15).

I gol fatti, dall’inizio del campionato, sono ben 32 (di cui 12 nelle ultime cinque partite in casa) e per trovare di meglio occorre andare a guardare il Bologna all’ottavo posto in classifica, che ne ha 35. Con De Rossi sono stati 26.
Solo per fare una paragone con la scorsa stagione, i gol fatti erano stati 37 (49 quelli subiti) e il Genoa aveva concluso al 13° posto. Nel 2023-2024, quando si classificò 11° erano stati 45 (pari a quelli subiti).

Di sicuro il punto debole è ancora la difesa, visto che i gol subiti sono 37 (solo l’Udinese, tra quelle sopra in classifica, ha fatto peggio, Cremonese e Lecce ne hanno subiti 36 e 33): nella gestione De Rossi 23 le reti incassate. Nello stesso periodo la Cremonese ne ha subiti 24, il Cagliari 21, il Lecce e il Parma 19, il Torino è fuori scala con 31.

E la filosofia del mister romano è chiara. Lo ha ripetuto tante volte: “Se teniamo noi la palla è più difficile farci gol“. Le statistiche di possesso durante il regno di De Rossi vanno dal 39% della partita col Napoli al 66% di quella con la Cremonese.Con Lazio, Bologna e Parma, la situazione era abbastanza in equilibrio. Il Genoa ha subito parecchio il palleggio con Atalanta, Inter, Milan e Napoli (possesso tra il 30 e il 39%) uscendo però a testa alta.

La statistica dei cosiddetti expected goal, ossia i gol attesi a seconda della facilità o difficoltà a fare gol, è cresciuta parecchio nelle ultime quattro partite: 2,25 contro la Lazio, 1,5 contro il Napoli, 1,99 contro la Cremonese e 2,86 contro il Torino. L’inserimento di elementi di qualità come Messias, Baldanzi, Ekuban, la crescita di Malinovskyi sta dando frutti.

Dalla sua parte, il Genoa, ha anche l’entusiasmo delle prestazioni, di uno spogliatoio che segue il proprio allenatore e, come ha detto Ekuban durante la trasmissione The Voice of Genoa condotta da Pinuccio Brenzini (in onda su Telegenova e su Youtube): “De Rossi ha dato un’impostazione alla squadra di giocare e segnare, ci ha fatto capire che siamo una squadra forte contro cui non è facile giocare. Ci hanno ridato autostima”.

Questo campionato è particolarmente difficile, alla luce dei risultati in coda alla classifica, con due squadre che sembrano già segnate per la B e la terza ancora una vera incognita. Di certo il Genoa sembra comunque essere la più in forma, anzi, probabilmente ha pagato il non accontentarsi del mister anche in partite dove forse un pareggio sarebbe stato utile e invece, per vari motivi, sono arrivati zero punti.




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