A Udine associazioni e partiti in piazza a quattro anni dall’invasione russa dell’Ucraina

Oltre un centinaio di manifestanti si sono riuniti oggi, domenica 22 febbraio 2025, in piazza XX Settembre, a Udine, per ricordare i quattro anni dall’invasione russa dell’Ucraina, che ricorre il 24 febbraio, e per confermare il sostegno al Paese aggredito. “Ucraina scudo d’Europa. Quattro anni di resistenza per la libertà” il titolo dell’iniziativa organizzata dall’associazione Ucraina-Friuli e da Liberi oltre le illusioni, con la partecipazione del Club Unesco Udine e della Chiesa ortodossa, con il patrocinio del Comune di Udine.
La manifestazione
Ad aprire la manifestazione è stata la presidente dell’associazione Ucraina-Friuli, Viktoria Skyba, che ha ricordato come “ai bambini ucraini venga rubata l’infanzia”, sottolineando come la pace non si raggiunga con le chiacchiere ma costruendola e difendendola. Ha poi e ringraziato la presenza di tante forze politiche. L’assessore comunale Federico Pirone ha ribadito poi come Udine non abbia mai smesso di stare vicino al popolo ucraino, parlando di “una solidarietà legittima” e spiegando come la presenza in piazza sia necessaria anche per denunciare le violazioni del diritto internazionale, sempre inaccettabili.
Davanti a numerose bandiere dell’Ucraina, spesso indossate sulle spalle dai partecipanti, sono intervenuti anche il vicesindaco di Codroipo Giacomo Trevisan, docenti di storia, giornalisti e scrittori, oltre ai rappresentanti di diversi partiti, tra cui Pd, Fratelli d’Italia, Radicali Italiani, Italia Viva e Azione. Per il Partito democratico hanno preso la parola il rappresentante dei Giovani democratici Davide Panzeri e il segretario provinciale di Udine Luca Braidotti, che ha esortato a “mantenere salda la rotta per richiedere, qui da Udine così come da ogni parte d’Italia, il perseguimento di una pace giusta e sicura per l’Ucraina e per l’Europa”, precisando che “la pace non deve coincidere con la resa dell’Ucraina, né legittimare l’aggressione russa né cancellare i crimini di guerra commessi”.
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