“Aggressione fisica e insulti sessisti a due sindacalisti”, confermata la condanna per condotta antisindacale di una società di vigilanza

Un’aggressione fisica e verbale che ha causato un trauma documentato dal referto del pronto soccorso e insulti sessisti accompagnati da gesti volgari a connotazione sessuale. Sono le ragioni per cui la giudice Ilaria Prozzo del tribunale di Chieti, con la sentenza emessa giovedì 5 febbraio, ha respinto l’opposizione presentata da Aquila spa nei confronti del decreto del 25 giugno scorso, che aveva condannato la società per gravi condotte antisindacali nei confronti della Filcams Cgil di Chieti.
“La sentenza – commenta il sindacato in una nota – rappresenta una vittoria fondamentale per la dignità del sindacato e dei suoi rappresentanti, e costituisce un chiaro monito contro ogni forma di prevaricazione e violenza nei luoghi di lavoro”.
Il tribunale ha definitivamente riconosciuto come antisindacali i gravi episodi avvenuti nel corso di una riunione sindacale il 23 aprile 2025 negli uffici di Aquila spa. Secondo quanto denunciato dalla Filcams Cgil, quel giorno, il segretario Filcams Andrea Frasca sarebbe stato offeso e preso a calci dal responsabile delle relazioni sindacali aziendali. Una violenza che lo costrinse a rivolgersi al pronto soccorso dell’ospedale di Ortona.
“Inutili sono risultate le difese della società a fronte delle inequivoche riprese dell’impianto di videosorveglianza acquisite nel corso del giudizio”, riferisce la Filcams Cgil.
Nel corso della stessa riunione, sarebbero state pronunciate “gravi affermazioni sessiste e provocatorie” alla funzionaria sindacale Elena Zanola, accompagnate “con allusivi gesti volgari a forte connotazione sessuale”.
Il giudice ha definito questo comportamento “gravemente offensivo, molesto e sessista”, idoneo a sminuire il ruolo della sindacalista e a ledere l’immagine dell’organizzazione.
Nel motivare la decisione, il tribunale ha respinto punto per punto le eccezioni sollevate da Aquila spa, riconoscendo l’effetto intimidatorio e ribadendo principi cardine della giurisprudenza in materia.
La sentenza ha confermato dunque l’ordine che impone ad Aquila di avviare immediatamente un corso di 30 ore, concordato con le organizzazioni sindacali, di gestione della rabbia e sulla violenza fisica e verbale estendendo la partecipazione al responsabile delle relazioni sindacali aziendali
L’azienda dovrà infine pubblicare a proprie spese un estratto della sentenza su due quotidiani locali e su uno nazionale, oltre che sulla bacheca aziendale e sul sito web della società per almeno 30 giorni
“È una vittoria fondamentale per la Filcams Cgil – dice il sindacato in una nota – che auspica che tali esemplari misure possano concorrere a porre fine a ogni mortificazione che le donne subiscono nel mondo del lavoro e facciano cessare il clima di tensione che da tempo vivono i lavoratori e il sindacato all’interno della società”.
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