Fedriga a San Sabba per il Giorno della Memoria
27.01.2026 – 18.30 – “È molto importante onorare al meglio il Giorno della Memoria visto anche il contesto che stiamo vivendo, con fenomeni di antisemitismo che purtroppo continuano ad aumentare. Per tanti anni abbiamo dato per scontato che l’antisemitismo fosse qualcosa di superato e che avessimo consolidato i valori democratici che caratterizzano il nostro Paese e il nostro continente. Così invece non è, almeno per una fascia della popolazione”. Lo ha affermato il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga a margine delle celebrazioni del Giorno della Memoria che, come ogni anno, a Trieste si sono tenute alla Risiera di San Sabba.
“Visto che i testimoni diretti sono sempre meno, è importante ascoltare chi ha vissuto sulla propria pelle gli orrori della Shoah – ha sottolineato Fedriga -. La sola lettura dei fatti sulle pagine di un libro rischia di rendere questa immane tragedia qualcosa di distante. Non dobbiamo mai scordare che si è trattato invece di persone rinchiuse, torturate e uccise nei campi di sterminio e di famiglie devastate per sempre”.
“È nostro compito – ha aggiunto il governatore – onorare la memoria di queste persone, perché non è più accettabile assistere ancora oggi a episodi di antisemitismo che si verificano nelle nostre strade e nelle nostre piazze”.
“Il Giorno della Memoria dovrebbe unire le nostre comunità. Dispiace che qualcuno continui ad accendere fuochi per alimentare la protesta. Le parole troppo spesso sono pesanti – ha concluso Fedriga -. Chi usa un linguaggio di ambiguità o diffonde vere e proprie falsità per alimentare lo scontro e la criminalizzazione del popolo ebraico ha certamente delle responsabilità oggettive“.
Il 27 gennaio viene riconosciuto a livello internazionale dall’Onu ed è celebrato in Italia dal 2000. Il 27 gennaio 1945 venne infatti liberato il campo di Auschwitz, diventando il simbolo della rivelazione dell’orrore della Shoah. A Trieste il Giorno della Memoria si tiene ogni anno all’interno della Risiera di San Sabba che, nata come fabbrica per la lavorazione del riso alla fine dell’800, è stata, durante l’occupazione nazista del periodo 1943-1945, l’unico campo di concentramento munito di forno crematorio in Italia.
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