Riqualificazione a macchia di leopardo e piste ciclabili inutili. È solo apparenza

Non si placa la polemica tra l’ex assessore regionale Mauro Febbo e l’amministrazione comunale teatina. Al centro della contestazione, ancora una volta, gli interventi previsti nell’ambito dei progetti di rigenerazione urbana, in particolare su corso Tiburtina, viale Benedetto Croce e via Piaggio.
«Prendo atto delle precisazioni fornite dai rappresentanti dell’amministrazione, ma non fanno che confermare le mie critiche – attacca Febbo –. Si parla di rigenerazione urbana, ma si procede con un progetto a macchia di leopardo, lasciando fuori aree come viale Abruzzo e via Colonnetta, che presentano la stessa pavimentazione in betonella. Un arredo urbano disomogeneo, che rischia di diventare un ‘Arlecchino’ senza coerenza né visione complessiva».
Nel mirino di Febbo anche gli interventi previsti su viale Benedetto Croce: «Si distruggono centinaia di metri quadrati di marciapiedi perfettamente tenuti per sostituire solo nove lampioni, che peraltro sono già autonomi e dotati di pozzetto di allaccio. E perché solo lì e non anche in viale Abruzzo o via Colonnetta?».
Critiche anche per lo stato generale delle strade cittadine: «Si parla di riqualificazione ma basta girare l’angolo per trovare marciapiedi e rete stradale in pieno dissesto, tombini cementificati e nessun controllo sul rispetto delle convenzioni. In passato bastava una chiamata al concessionario per risolvere, oggi si ignora tutto».
Febbo interviene poi sulla pista ciclabile prevista in via Piaggio, zona industriale trafficata da mezzi pesanti: «Un’opera priva di logica: chi dovrebbe utilizzarla in un’area percorsa ogni giorno da centinaia di Tir e migliaia di auto? Dove andranno i pedoni se la pista occuperà l’intero marciapiede? Come faranno i lavoratori a raggiungere la zona o i candidati ai concorsi a recarsi nella sede?».
Infine, l’ex assessore denuncia anche i disagi legati alla viabilità: «La carreggiata del cavalcavia ex Telettra è stata ristretta, creando un imbuto che alimenta file chilometriche e smog. Altro che fluidificazione del traffico».
La conclusione è netta: «Questi interventi sono uno sperpero di risorse pubbliche, segno di incapacità amministrativa e sciatteria. In questi anni – conclude Febbo – si è puntato solo sull’apparenza, senza visione né sostanza».
Source link



