Basilicata

Tempa Rossa, Uil chiede garanzie per i lavoratori

Centro Olio di Tempa Rossa nel potentino, le richieste della Uil Oil&Gas: contratto dignitoso, adeguamento salariale, assorbimento in Total. Giovanni Galgano (Uil) attacca: «Lavoratori ad alto rischio pagati meno di 5 euro l’ora».


POTENZA – Sono specialisti di quello che fanno, rischiano la propria incolumità nel farlo e guadagnano pochissimo: è l’accusa di Giovanni Galgano, coordinatore della Uil Oil&Gas.
«Le condizioni economiche e contrattuali delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati nelle attività ad alto rischio del Centro Olio di Tempa Rossa – si legge nella nota – hanno ormai superato ogni limite di sostenibilità sociale, economica e morale».

CENTRO OLI TEMPA ROSSA, L’ATTACCO DELLA UIL

«Parliamo di personale (Rescue Team) che opera all’interno di un impianto industriale a rischio rilevante, svolgendo mansioni altamente specialistiche, che richiedono competenze elevate, formazione continua e un livello di responsabilità molto alto. Eppure, a fronte di tutto questo, il trattamento economico riconosciuto è semplicemente inaccettabile.

I lavoratori sono oggi inquadrati con un contratto nazionale (Anisa) sottoscritto da una sola organizzazione sindacale, che prevede una paga base di 1.172,30 euro lordi mensili. Applicando il divisore contrattuale di 173 ore, la retribuzione oraria è pari a 6,77 euro lordi. Tolti i contributi previdenziali (circa 9,49%) e la tassazione (circa 23%), il netto orario scende a circa 4,72 euro».

GALGANO, UIL, «RISCHIARE LA VITA A 5 EURO L’ORA»

«Una cifra – commenta – che stride in modo clamoroso con la pericolosità delle attività svolte; il contesto industriale estrattivo; il valore economico prodotto in un impianto petrolifero. Le attività svolte comprendono antincendio e partecipazione alle squadre di emergenza. Recupero su fune e operazioni di soccorso in ambienti complessi. Supporto alle attività Hse (Salute, sicurezza e ambiente), soprattutto nei fine settimana e nelle ore notturne, in assenza di personale dedicato. Monitoraggio ambientale, con rilevazioni di gas e sostanze pericolose come H2s, S2, Tac. Ulteriori mansioni essenziali per garantire la sicurezza e la continuità operativa del Centro Olio.

«Il tutto avviene in una fase di forte incertezza, a ridosso della scadenza della gara, senza alcuna chiarezza su proroghe o nuove procedure di affidamento. Mentre in Italia si discute di salario minimo a 9 euro l’ora, è paradossale che nel cuore di un impianto petrolifero si continui ad applicare un contratto che rappresenta uno schiaffo alla dignità del lavoro, alla cultura industriale e allo sviluppo del territorio».

CHIESTA REVISIONE DEI COSTI DELLA COMMESSA

Per queste ragioni Galgano chiede con forza «una revisione immediata dei costi della commessa; l’applicazione di un contratto collettivo dignitoso; un adeguamento salariale coerente con i rischi e le responsabilità. Alla luce della specificità delle attività svolte, sarebbe inoltre auspicabile che tali lavoratori venissero assorbiti direttamente da Total, garantendo stabilità occupazionale, tutele adeguate e un trattamento economico coerente con il contesto estrattivo.

TEMPA ROSSA, CHIESTO TAVOLO A CUPPARO

Si chiede altresì all’assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco Cupparo, di convocare con urgenza un tavolo sindacale, al fine di verificare lo stato dell’arte all’interno degli impianti estrattivi di Total ed Eni. È ormai necessario fare piena chiarezza sullo stato delle estrazioni petrolifere in Basilicata; sugli impegni assunti dalle compagnie; sugli investimenti reali; – sul futuro dell’intero comparto, che occupa migliaia di lavoratrici e lavoratori lucani».


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