Stato d’emergenza e poche briciole per la Calabria, sda Roma solo 33 milioni per ripartire
Ventidue minuti per imprimere una svolta formale a un’emergenza che, sui territori, ha scavato ferite profonde. Alle 16.09, sotto la presidenza di Giorgia Meloni, il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per Calabria, Sicilia e Sardegna, colpite dal violento maltempo dei giorni scorsi. E per ognuna di essa ci saranno subito 33,3 milioni di euro per le prime spese. Alle 16.31 la seduta si è chiusa, lasciando sul tavolo una decisione rapida che, però, non attraversa un fronte compatto. Mentre Palazzo Chigi rivendica la rapidità dell’atto, sindacati e opposizione ne denunciano l’insufficienza. In mezzo restano le comunità colpite, sospese tra l’urgenza attuale e l’incertezza futura. Certo, la dichiarazione dello stato di emergenza è un primo passo. Il giudizio politico, per adesso, è rinviato quando ai minuti del Consiglio dei ministri si sommeranno i mesi della ricostruzione. Che non potrà seguire tempi ordinari perché in mezzo ci sono famiglie, lavoratori, economie. Senza contare che il rischio di compromissione della stagione estiva è concreto.
Risorse immediate e poteri straordinari ai Commissari
Meloni ha scritto sui social: «Lo Stato è vicino ai cittadini e ai territori. Le Regioni, con i loro Presidenti nominati commissari straordinari, avranno i mezzi e i poteri appropriati per intervenire in modo efficace e tempestivo». Lo stanziamento di 100 milioni di euro, destinati ai primi interventi urgenti, viene presentato come una risposta immediata, accompagnata dalla nomina dei presidenti di Regione a commissari delegati, con poteri straordinari per accelerare le azioni di soccorso e ripristino. È il linguaggio dell’unità nazionale nelle emergenze, della catena istituzionale che si stringe quando il Paese è messo alla prova. Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci è entrato nei dettagli tecnici della decisione: «Lo stato di emergenza durerà dodici mesi, prorogabili di altri dodici, e consentirà di affrontare le spese di somma urgenza relative a viabilità, servizi essenziali, sicurezza. Nessun calcolo definitivo – ha chiarito il ministro – prima della ricognizione puntuale dei danni». La vera sfida non sarà solo quella di trovare le risorse (circa due miliardi di euro) tra i vari ministeri, ma aprire cantieri in tempi rapidi, progettando una ricostruzione che non replichi gli errori del passato (a cominciare dal sacco edilizio), soprattutto lungo coste già erose e fragili.
Il fronte delle Regioni e la conta dei danni
Attorno al tavolo di Palazzo Chigi sedevano anche i presidenti delle tre regioni colpite, Roberto Occhiuto, Renato Schifani e Alessandra Todde, chiamati ora a guidare la fase più delicata. Per la Calabria, Occhiuto parla di una stima iniziale dei danni che sfiora i 300 milioni di euro, di spiagge scomparse e territori esposti a nuovi rischi. La prima tranche, di poco superiore ai 33 milioni per regione, servirà a tamponare l’emergenza, in attesa di un provvedimento interministeriale che dovrà coprire la ricostruzione e la mitigazione del rischio. «Ma i Comuni stanno valutando l’entità dei danni: a noi interessa che ci siano le risorse per ricostruire quello che il mare ha portato via e per fare opere di mitigazione del rischio, perché ci sono alcune zone dove prima c’erano 100 metri di spiaggia e oggi la spiaggia non c’è più, quindi una mareggiata, anche di entità minore rispetto a quella dei giorni passati, potrebbe fare gli stessi danni. Inoltre, è prevista anche la possibilità di intervenire sulla sospensione dei mutui per i comuni maggiormente colpiti».
Le reazioni politiche e il sostegno della maggioranza
Sulla stessa linea si collocano gli interventi dei rappresentanti della maggioranza. Luigi Sbarra, sottosegretario alla Presidenza con delega al Sud, rivendica la tempestività del Governo e la necessità di lavorare in parallelo su emergenza e futuro. Dal fronte economico, Sandra Savino assicura il supporto del Mef agli enti locali, mentre il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, promette sopralluoghi e interventi su strade e ferrovie interrotte.
Le critiche di sindacati e opposizioni
Ma fuori dal perimetro della soddisfazione istituzionale, il consenso si incrina. L’assemblea generale della Cgil parla di risposte inadeguate: «Cento milioni per tre regioni, a fronte di danni stimati in miliardi, nessuna misura strutturale, assenza di aiuti alle famiglie sfollate. Inoltre, non si sta attivando nessuna misura di sostegno al reddito per i lavoratori dei settori coinvolti agricoltura e turismo in primo luogo che non usufruiscono di cassa integrazione ordinaria». Anche dal Parlamento arrivano critiche. I senatori del Pd, Nicita, Irto, Meloni e Rando chiedono tempi certi, risorse aggiuntive, sospensione di tasse e riscossioni, chiarimenti sulle coperture assicurative per eventi catastrofali.
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