Marche

Pesaro, addio a MediaWorld, chiuderà a fine marzo: «Spazi troppo grandi»

PESARO – L’hanno definita, senza giri di parole, una doccia fredda. D’altronde le parole vengono a mancare quando 16 dipendenti scoprono, all’improvviso, che non torneranno più al lavoro nel giro di due mesi e mezzo. Ed è quello che è accaduto ai lavoratori del mega-store di MediaWorld, la cui insegna rossa campeggia su strada Montefeltro da 25 anni. La volontà dell’azienda, infatti, è di chiudere il punto vendita di prodotti tecnologici a fine aprile perché, sostanzialmente, non più economicamente vantaggioso. Una sorte che accomuna Pesaro a Forlì, dove i dipendenti che si ritrovano a temere per il futuro sono invece 8.

Le motivazioni

Sarebbe dovuto essere un confronto di monitoraggio sull’applicazione del Contratto integrativo aziendale con i sindacati di settore, quello che si è svolto a Milano mercoledì 14 gennaio, ma durante l’incontro, Mediamarket Spa (che gestisce l’attività commerciale del marchio in Italia) ha sorpreso tutti comunicando l’intenzione di abbassare la saracinesca in città entro il 30 aprile. La decisione sarebbe dettata da andamenti economici negativi di lungo periodo, la grandezza dell’attuale store – di 2.400 metri quadri – e la mancata individuazione di siti alternativi ritenuti idonei sul territorio. Eppure l’anno fiscale appena trascorso ha visto la società tornare in utile dopo tre anni e allo stesso incontro milanese i rappresentanti dell’azienda hanno parlato di un anno «complessivamente positivo». Il vero nodo allora risultano quei metri quadri troppo ingombranti che, a fine 2001, avevano aperto la stagione dei mega-store in città. MediaWorld infatti è uno dei simboli dell’avvento della grande distribuzione nella nostra zona dei primi anni duemila, quando al suo interno lavoravano oltre 60 persone. Ora il rischio è vedere quei corridoi vuoti e i gli attuali 16 dipendenti – anche di lungo corso – costretti alla cassa integrazione o, chi può, alla ricollocazione. «Ma molti dipendenti hanno tra i 40 e i 50 anni – precisa Domenico Montillo, segretario generale aggiunto Fisascat Cisl Marche – e i punti vendita più vicina, nel quale Pesaro si inseriva, sono ad Ancona e a Savignano sul Rubicone». Il sindacato non frena all’idea dei trasferimenti, «ma devono valere come un “sacrificio” temporaneo per i dipendenti. Serve un orizzonte di riapertura qui in città» aggiunge il segretario. E per farlo è necessario trovare un nuovo spazio in cui trasferire tablet, lavatrici e tutti gli elettrodomestici che ora si trovano su strada Montefeltro. «L’azienda si è già detta disponibile a usare tutti gli ammortizzatori sociali possibili, ma sono soltanto palliativi. Il nostro obiettivo è salvare i posti di lavoro – sottolinea Montillo – e lo faremo solo continuando a cercare una struttura adatta. All’azienda chiediamo che al prossimo incontro, mercoledì mattina, ci diano dettagli più specifici sul sito che loro ritengono adatto».




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