Vacanze estive più corte, per redistribuire flussi turistici: la proposta del Ministro Santanché fa discutere. Le reazioni

Durante un intervento al Forum internazionale del turismo a Milano, la ministra Daniela Santanché ha proposto una revisione del calendario scolastico, immaginando un’alternanza delle pause didattiche diversa da quella attuale. L’idea ruota attorno a una distribuzione più omogenea delle vacanze durante tutto l’anno, in linea con quanto avviene in diversi Paesi europei. L’obiettivo dichiarato: sostenere il turismo interno, alleggerendo la pressione concentrata nei mesi estivi e durante le festività natalizie.
La proposta del Ministero
Il piano punta a superare il modello che prevede una lunga interruzione estiva e uno stacco invernale più breve, sostituendolo con pause più frequenti e meno concentrate. Secondo Santanché, una simile organizzazione aiuterebbe a stimolare i flussi turistici domestici, che attualmente si addensano in pochi periodi dell’anno.
“Il nostro calendario scolastico è pensato in modo molto diverso rispetto ad altri Paesi occidentali”, ha spiegato la ministra, sostenendo che una frammentazione più equilibrata delle vacanze potrebbe avere ricadute positive sull’economia del settore turistico.
Non risulta, al momento, che ci siano tavoli aperti sul tema al Ministero dell’Istruzione, come condiviso ieri dalla nostra redazione. La proposta sembra arrivare in modo unilaterale dal dicastero del Turismo, senza un confronto tecnico avviato con chi gestisce la scuola. Un dettaglio che non è passato inosservato.
Le reazioni politiche
Le critiche non si sono fatte attendere. Dal fronte di opposizione, Elisabetta Piccolotti (Avs) ha espresso forti perplessità sulla sostenibilità climatica dell’ipotesi. “Non si può pensare di tenere alunni e insegnanti in classe in mesi dove si superano i 30 gradi già a giugno, e spesso anche a settembre”, ha dichiarato.
Più diretti i commenti da parte di esponenti del Movimento 5 Stelle, che hanno attaccato duramente la ministra: “Un Paese con scuole in condizioni critiche, stipendi bassi e studenti in difficoltà ha ben altre priorità. Santanché si occupi del calendario delle sue udienze, più che di quello scolastico”.
I sindacati e i dirigenti scolastici
Il sindacato Anief ha mostrato apertura, ma su presupposti differenti. Il presidente Marcello Pacifico ha ribadito l’urgenza di una riforma che tenga conto del clima e delle carenze strutturali degli edifici scolastici. “Pensare di prolungare l’attività in estate è irrealistico. Le scuole non sono attrezzate per affrontare il caldo o gli inverni rigidi. Meglio iniziare più tardi e concludere prima, recuperando il tempo durante l’anno”.
Anche Mario Rusconi, a capo dell’associazione dei presidi romani, ha ricordato che proposte simili sono state presentate in passato senza mai arrivare a una realizzazione concreta. Le condizioni ambientali – ha fatto notare – restano uno dei principali ostacoli.
Sulla stessa linea anche Elvira Serafini (Snals), secondo cui il tema deve essere affrontato tenendo conto della funzione educativa della scuola, che “non può essere subordinata a logiche estranee all’insegnamento”.
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