«I got like hella money»: il fenomeno TikTok che ironizza su una ricchezza (che non c’è)
«I got like hella money» canta Kell Martin (@shutthekellup su TikTok) dal sedile della sua auto, con aria sicura di sé. Un video da 28,6 milioni di visualizzazioni in due settimane.
La storia parte il 2 gennaio 2026, quando il producer e songwriter Kell Martin pubblica su TikTok questa clip autoironica. Nel video, beatboxando, Kell si vanta della sua «hella money» – espressione slang californiana per dire «un sacco di soldi». Poi, l’improvviso colpo di scena: tira fuori una banconota da cinque dollari («I got like five bucks. Lincoln!»). Il suo patrimonio praticamente consiste in un Abraham Lincoln di carta, il presidente stampato sul biglietto verde da cinque.
È un flex al contrario, dove l’ostentazione riguarda una ricchezza che non esiste nemmeno sulla carta e che trasforma la precarietà economica della Generazione Z in una punchline pronta per essere condivisa compulsivamente.
Poi arriva il remix. In meno di due settimane l’audio originale viene usato oltre 124.000 volte. Su TikTok e Instagram Reels i creator iniziano a fare lip-sync, trasformano gatti in rapper improvvisati, animano emoji che «guidano» a tempo di musica, mettono in scena micro-fantasie di benessere finanziario con budget da monetine. Il video più virale è quello di @ambrosiabrew, una boba tea house che ha eletto una semplice tazza di bubble tea a protagonista del trend: 27 milioni di visualizzazioni in una settimana.
Anche qui, come per molti fenomeni virali di TikTok che riguardano la Gen Z, bisogna guardare cosa si nasconde sotto il tappeto. La Gen Z – quella generazione che sta entrando nel mercato del lavoro con stipendi stagnanti, affitti alle stelle e il sogno della casa di proprietà che sembra fantascienza – ha trovato nel video di Kell Martin uno sfogo perfetto.
Prendere in giro l’ossessione per il wealth bragging (ostentazione di ricchezza e beni di lusso) tipica dei social, usando proprio gli stessi codici. È un doppio gioco: da un lato ci si prende gioco di chi si vanta su Instagram con Lamborghini a noleggio e borsette in leasing, dall’altro si sdrammatizza la propria condizione economica reale.
La mutazione più recente del trend è l’emoji che «guida» al ritmo della canzone. Partito da un video di @yummies95, questo particolare formato ha ispirato decine di migliaia di imitazioni, con creator che usano tutto, dai bicchieri di bubble tea agli oggetti più assurdi, animandoli con finte braccia che simulano il gesto di guidare. Come dice il vecchio adagio di Internet: «If it’s dumb and it works, it ain’t dumb» (se è stupido e funziona non è stupido).




