Puglia

Omicidio a Carrassi, indagini tra omertà e paura

Si terrà domani mattina al tribunale di Bari l’udienza di convalida del fermo di Maurizio Pastore, il pregiudicato 42enne assistito dall’avvocato Marcello Belsito, fermato ieri sera dai carabinieri per l’omicidio del 39enne Amleto Magellano, ucciso in via Montegrappa al quartiere Carrassi di Bari. La vittima, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, coordinati dalla Procura, sarebbe stato raggiunto da 5-6 coltellate al torace, di cui una al cuore.

A Pastore i carabinieri sono arrivati grazie ad alcune testimonianze, confermate da intercettazioni telefoniche che lo individuano come colui che poco dopo le 17 di sabato, vestito di nero, avrebbe raggiunto Magellano, a pochi metri dalle abitazioni di entrambi e lo avrebbe accoltellato senza pronunciare una parola, avrebbe alzato il capo senza timore di mostrarsi, per poi allontanarsi a passo lento. E proprio nel decreto di fermo, firmato dalla pm Maria Christina De Tommasi, si ricostruisce il clima di omertà che nelle ore successive al delitto avrebbe rallentato le indagini.

In particolare, una dei testimoni in un primo tempo avrebbe nascosto ai carabinieri di aver visto in volto l’assassino, per paura di ritorsioni, al punto tale da trasferirsi con la famiglia in un altro quartiere.  Ma poi, una volta in caserma, avrebbe parlato. E ancora, agli atti alcune telefonate nelle quali il padre della vittima, dopo aver fatto il nome di Pastore, manifesta propositi di vendetta. “Se è stato quello, lo uccido, tanto so dove abita”. Omertà che però non ha fermato un 12enne, che con i suoi genitori si è presentato dai carabinieri descrivendo l’omicidio.




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