Confermate le nostre denunce, lavori non conclusi, Ils spento, disagi prevedibili

“Saga – osserva la consigliera – oggi ammette che mancava ancora la pavimentazione finale della pista e che l’Ils non poteva essere utilizzato durante i lavori. Questo significa una cosa molto semplice: l’opera non era finita, nonostante per mesi sia stato raccontato il contrario. Dire ‘volgeva al termine’ equivale a dire che il lavoro non era concluso”.
“Ed è altrettanto evidente – prosegue Alessandrini – che se l’Ils non è operativo, in inverno, in uno scalo costiero soggetto a nebbia e bassa visibilità, i dirottamenti diventano un rischio concreto e non un evento eccezionale. Questo non è un giudizio politico, ma un dato di realtà percepibile da chiunque”.
Secondo la consigliera del Movimento 5 stelle, il tentativo di minimizzare parlando di percentuali è fuorviante: “Dire che i dirottamenti sono ‘solo lo 0,41%’ significa guardare i numeri e non le persone. Per chi si ritrova a centinaia di chilometri dalla propria destinazione, magari di notte, con bambini o impegni di lavoro il giorno dopo, quel disagio è totale”.
Alessandrini prende poi le distanze dal tono utilizzato nella replica di Saga: “Chi svolge un ruolo istituzionale ha il diritto e il dovere di fare domande, non quello di avere ‘approfondite cognizioni tecniche aeronautiche’ per poterle fare. Non è accettabile che chi chiede chiarimenti venga liquidato con sarcasmo o accusato di autoreferenzialità. Il controllo democratico non è un fastidio: è una garanzia per i cittadini”.
La consigliera regionale conclude: “Aiutare i passeggeri quando si verificano disagi è il minimo sindacale. Scusarsi è doveroso. Ma dire la verità prima, spiegare cosa non funziona, chiarire quali sono le criticità e comunicare in modo preventivo le tempistiche reali e i possibili disagi è ciò che fa la differenza tra una gestione responsabile e una che rincorre i problemi. Tra l’altro mostrando senza veli un certo fastidio nei confronti di chi chiede spiegazioni”.
“Purtroppo – aggiunge Alessandrini – queste informazioni emergono solo dopo sollecitazioni pubbliche, mai prima. Ed è esattamente per questo che continueremo a fare il nostro lavoro: fare domande, pretendere risposte, riportare i fatti. Non per polemica, ma per rispetto verso chi viaggia e verso l’Abruzzo”.
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