presidio contro la repressione e per l’autodeterminazione dei popoli

Un presidio pubblico per dare voce a chi, in diverse parti del mondo, subisce repressione e negazione dei diritti fondamentali. Venerdì 23 gennaio, alle ore 17, in piazza Giacomo Matteotti, Avs-Possibile e Rifondazione Comunista organizzano una manifestazione di solidarietà con il popolo iraniano e con tutti i popoli colpiti da occupazioni militari e sistematiche violazioni del diritto internazionale.
La repressione in Iran e la lotta delle donne
Nel documento di convocazione si denuncia la situazione in Iran, dove il regime continua a reprimere ogni forma di dissenso attraverso uccisioni, arresti arbitrari, torture e censura. In questo contesto, viene sottolineato come “la lotta delle donne iraniane rappresenti oggi uno dei fronti più coraggiosi contro il patriarcato di Stato e l’autoritarismo, diventando un simbolo di resistenza riconosciuto a livello globale”.
No ai doppi standard: un orizzonte internazionalista
Il presidio si colloca dichiaratamente “in una prospettiva internazionalista, che rifiuta ogni doppio standard”. Gli organizzatori ribadiscono la condanna della repressione del regime iraniano così come dell’occupazione e della violenza sistematica contro il popolo palestinese, oltre a ogni ingerenza militare che violi la sovranità dei popoli. L’iniziativa richiama anche la memoria della manifestazione che si svolse a Udine nel 2022, in solidarietà con il movimento “Donna, Vita, Libertà”, nato dopo l’uccisione di Mahsa Jina Amini. La nota diffusa si conclude con un richiamo a un femminismo che prende posizione politica, definito come “intersezionale, decoloniale e internazionalista, capace di leggere insieme le diverse forme di oppressione e di costruire solidarietà oltre i confini nazionali”.
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