Società

Collaboratori scolastici dal Sud, il dirigente concede un bonus di 50 euro per tornare a casa: “L’Italia è lunga e le famiglie restano lontane”

Francesco Sanfilippo è uno dei tanti collaboratori scolastici che hanno lasciato il Sud per lavorare al Nord. Lavora all’Istituto Comprensivo “Paolo e Rita Borsellino” di Valenza, in provincia di Alessandria. Qualche giorno fa ha scritto una breve nota per ringraziare pubblicamente il suo dirigente scolastico, Maurizio Primo Carandini.

Secondo quanto riferito da Sanfilippo alla nostra redazione, il dirigente ha deciso di riconoscere un bonus di 50 euro ai collaboratori meridionali come forma di sostegno alle spese di viaggio, in seguito all’aumento dei prezzi dei biglietti. Un’iniziativa che ha coinvolto sei lavoratori in tutto, lui compreso.

“Non vi salverò la vita, ma vi darò un contributo”

Contattato da Orizzonte Scuola, il dirigente ha spiegato così la sua scelta: “L’Italia è molto lunga. Ereditiamo una quantità di docenti incredibile dal centro e dal sud, e per loro è un sacrificio lasciare le famiglie a casa. Prendono 1200 euro, ne pagano 700 di affitto, senza contare le bollette. Spesso sono aiutati da chi resta giù. I prezzi dei biglietti poi sono aumentati tantissimo. Di fronte a questo, è doveroso il ricongiungimento con la famiglia.”

Ha raccontato di aver preso la decisione una sera, a casa: “Mi son detto che dovevo far qualcosa: non si muovono per turismo, ma per raggiungere la famiglia. Quindi li ho chiamati nel mio ufficio e ho detto: ‘Non vi salverò la vita, ma vi riconoscerò una tantum un piccolo contributo’. E le promesse si mantengono.”

Un piccolo segno di attenzione

Per chi vive lontano dai propri affetti e affronta spese elevate per potersi ricongiungere ai familiari, anche un gesto simbolico può fare la differenza. Sanfilippo ha parlato di un’attenzione “importante e particolarmente umana”, sottolineando come questa iniziativa abbia rafforzato nei destinatari il senso di appartenenza all’istituto.

Altri progetti in corso

Il dirigente ha inoltre accennato a un’altra iniziativa in partenza: l’accoglienza, tramite una sovvenzione del centro scolastico, di una studentessa proveniente da Gaza. “Penso che non bisogna girarsi dall’altra parte”, ha detto. Anche in questo caso, l’intenzione è quella di agire in modo diretto, senza troppi proclami.


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