Calabria

Processo “Multopoli”, Tallini dopo l’assoluzione: “Comportamenti sempre corretti”

«La sentenza di assoluzione piena “perché il fatto non sussiste” nel processo cosiddetto “Multopoli” conferma la correttezza di tutti i miei comportamenti e di tutte le azioni da me compiute nel corso dei vari mandati elettorali». Così Mimmo Tallini, già presidente del Consiglio regionale della Calabria, commenta l’esito del procedimento giudiziario.

«Avevo detto, alla vigilia dell’udienza, che non mi interessava la prescrizione – aggiunge – perché avrebbe comunque lasciato un’ombra di dubbio. Ho avuto piena fiducia nella giustizia giusta, autenticamente super partes, lontana dai riflettori della ribalta, che ha saputo valutare i fatti con imparzialità».

Tallini ringrazia i suoi difensori: «Ho avuto fiducia nelle capacità dei miei avvocati e in particolare dell’avvocato Enzo Ioppoli, che ha dimostrato la mia assoluta estraneità rispetto ai reati contestati».

“Una persecuzione giudiziaria che ha lasciato ferite”

«Si chiude così l’ennesima pagina di quella che si è configurata come una persecuzione giudiziaria che tanto è costata a me e alla mia famiglia. Non porto rancore a nessuno, ma le ferite resteranno per sempre» afferma l’ex presidente dell’assemblea regionale.

«A me interessava dimostrare alle migliaia di persone che negli anni mi hanno accordato fiducia di non averla mai tradita».

L’attacco a Morra e il richiamo al “giustizialismo”

Tallini torna poi sulle conseguenze politiche dell’inchiesta: «Questi presunti reati, dichiarati inesistenti dai giudici d’appello, sono stati usati cinicamente dal “giacobino” dei Cinquestelle, Nicola Morra, allora presidente della Commissione antimafia, per dichiararmi impresentabile alle elezioni del 2020, con l’unico scopo di eliminarmi quasi fisicamente dalla competizione democratica».

«Invece di occuparsi di mafia, omicidi e attentati intimidatori – prosegue – Morra si preoccupava di due multe cancellate, accusa poi rivelatasi assolutamente infondata. Anche questa vicenda deve far riflettere sui gravissimi danni del giustizialismo esasperato nei confronti di cittadini innocenti».

Nel finale, Tallini rivolge un pensiero a Jole Santelli: «Il mio ringraziamento va alla compianta presidente della Regione, l’unica che ebbe il coraggio di difendermi, senza piegarsi all’arroganza del “giacobino di periferia”».


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