Trentino Alto Adige/Suedtirol

Aumenti degli stipendi a sindaci e consiglieri, il M5S di Bolzano attacca: “Un pugno nello stomaco” – Cronaca



BOLZANO. Il Movimento 5 Stelle di Bolzano prende posizione con toni durissimi contro la legge approvata dal Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige il 3 dicembre, che prevede un aumento del 20% degli emolumenti per sindaci, assessori e consiglieri.

«Siamo indignati e sconcertati dalla notizia dell’aumento del 20% degli emolumenti per Sindaci, Assessori e Consiglieri del Trentino Alto Adige. In un momento in cui i cittadini stanno affrontando difficoltà economiche e sociali, non è accettabile che i rappresentanti eletti decidano di aumentare le proprie “indigenze” del 20%. Questo aumento è un pugno nello stomaco per chi sta lottando per arrivare a fine mese».

Nel documento, il Movimento 5 Stelle richiama i dati sulla povertà nella regione: «In Trentino Alto Adige abbiamo circa 36.000 persone (18.000 famiglie) sotto la soglia della povertà, circa il 6,9% certificato dall’Ispat, fra cui la maggior parte donne, e il 4.9% in povertà relativa, oltre a salari insufficienti a arrivare a fine mese, contratti scaduti e rinnovati a 3 anni dalla scadenza con aumenti forfettari e dilatati nel tempo, mentre i nostri eccellenti governanti, automaticamente, in una unica tranche, senza neanche un giorno di ritardo, prelevano senza ritegno dal nostro salvadanaio».

Il comunicato critica anche le motivazioni politiche addotte: «Circa 10 mln di euro annui saranno i prelievi dalle casse comuni per i ns nuovi poveri della politica, che secondo il nostro Presidente della Provincia, Kompatscher, simbolo di umiltà e sobrietà economica, sono giustificati dalla mancata appetibilita’ della carriera politica, per cui oggigiorno i candidati non sono più attratti dalla politica perchè non guadagnano abbastanza (una dichiarazione vergognosa che non mi aspetterei neanche da Trump, che può dire e fare quello che vuole)».

Rivendicando la propria linea, il Movimento sottolinea: «Il Movimento 5S restituisce da decenni parte degli stipendi, lo fà perchè ritiene che la politica non è una cassa a cui attingere denari quando e come si vuole; chi vuol fare politica, non deve essere attratto da oro e potere, ma dalla bramosia di concedersi alla collettività, dal desiderio di migliorare la vita dei cittadini per cui sta governando».

Non manca un richiamo alla partecipazione elettorale: «Ed è d’obbligo un appunto per tutti coloro che si astengono alle urne, poiché vorrei ricordare che il loro non voto in queste situazioni si traduce in un voto a tutti gli effetti».

Infine, la proposta alternativa: «Ma se proprio non potete farne a meno, noi proponiamo di devolvere una percentuale a progetti sociali di aiuto per i bisognosi, o a servizi e necessità prioritari per la nostra comunità, come servizi di sicurezza sui mezzi pubblici, più risorse e personale alle forze di polizia urbana, più pulizia delle strade e dei cassonetti, più eventi e progetti per i giovani e più aiuti per le famiglie caregiver».




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