Veneto

Il vino è un veleno? I danni dello scientismo. A cura del Dott. Angelo Mercuri

In questi ultimi tempi, soprattutto sulla spinta di alcuni scienziati come l’oncologo e farmacologo Silvio Garattini, l’immunologa Antonella Viola e qualche psichiatra dagli occhi spiritati che impazza nel web, sembra che l’alcool, anche sotto la forma dell’antichissimo vino, sia sotto attacco: è come se l’umanità, dopo migliaia di anni di utilizzo, si fosse svegliata e avesse scoperto che il vino fa male e non bene!

Ma ci volevano eminenti scienziati e fanatici divulgatori a rivelarcelo? Che il vino in quantità eccessiva faccia male lo sapevano anche molto prima della nascita di Cristo ma che bere un bicchiere di vino in compagnia o anche da soli per rilassarsi e rianimarsi sia un’azione vergognosa, questa è una recentissima scoperta frutto di studi molto seri. Dunque se bevi un bicchiere di vino sei uno stupido che non sa quanto male sta facendo al proprio organismo; e soprattutto, l’alcol è cancerogeno! Ecco, ce lo dice Silvio Garattini, dall’alto dei suoi 97 anni splendidamente portati che l’alcol è un cancerogeno quindi anche una goccia è un piccolo insulto alla vita.

E già, noi viviamo solo per non ammalarci, lo scopo della nostra vita deve essere quello di auto-accarezzarci e di amarci scovando e poi bandendo qualsiasi situazione o cosa ci possano nuocere: salute, salute, salute: ecco il segreto della felicità!

Al di là dell’ironia, ho alcune considerazioni da fare:

  • – Se l’umanità ha sempre tratto un certo giovamento complessivamente parlando da una modesta dose di vino, ci sarà un motivo che può sfuggire al riduzionismo scientifico: noi non viviamo solo per auto-proteggerci ma siamo animali sociali e tutto ciò che può facilitare le relazioni con gli altri, è di grande utilità; tutte le leggi biologiche sono orientate al bene della specie, del gruppo a cui apparteniamo e non all’egoistica pratica di nutrire solo al propria pelle. E il bicchiere di vino in compagnia che fa diventare un po’ più aperti verso l’altro forse fa più bene che male alla nostra vita e a quella altrui anche se dovesse farci vivere una settimana di meno.
  • – Se una persona riesce a stare bene e a funzionare socialmente anche senza assumere sia pur modeste dosi di caffè alcol e fumo, meglio così! Ma il perfezionismo sa più di patologica ossessività che di salute.
  • – Chi condanna piccole dosi di alcol spesso è molto indulgente nei confronti di rimedi assai più dannosi come gli psicofarmaci. A me, anche come medico, preoccupa molto di più chi cura la propria timidezza con l’ansiolitico di farmacia preso di nascosto in bagno prima di uscire di casa piuttosto che chi la cura con un bicchiere di buon vino bevuto in compagnia. E scusate se ho usato il vecchio termine di “timidezza”: oggi bisogna chiamarla “ansia sociale” perché se non la medicalizzi togli qualche euro di guadagno alle case farmaceutiche.

Angelo Mercuri


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