Società

Strage di Crans-Montana, Arnaud che ha messo a disposizione la sua casa: «Questa tragedia è assolutamente devastante. Vivendo così vicino al luogo in cui è avvenuta, è stato naturale voler aiutare in modo concreto»

«Ho 32 anni e questa tragedia è assolutamente devastante a livello nazionale. Vivendo così vicino al luogo in cui è avvenuta, per me e la mia compagna è stato naturale voler aiutare in modo concreto e significativo, con i mezzi che abbiamo. Ho studiato vicino a Crans-Montana, anche se non sono più tornato lì dopo la ristrutturazione del bar. Nonostante questo, quella zona resta profondamente legata a molti momenti della mia vita». Arnaud è stato tra i primi a pubblicare sui social un messaggio in cui offre ospitalità alle famiglie arrivate a Crans-Montana dopo la strage di Capodanno al disco bar Constellation, per cercare i propri cari. Una dimostrazione di solidarietà che si unisce alle tante che in queste ore si susseguono con post e annunci di aiuto sui social.

«Restare feriti o perdere la vita semplicemente mentre si sta godendo la vita, mentre ci si diverte, senza aver chiesto nulla, è qualcosa di profondamente ingiusto e sconvolgente. Non riesco a immaginare quanto sia impossibile, per le famiglie, accettare una perdita simile. Per queste ragioni, e per evitare viaggi lunghi ed estenuanti, abbiamo deciso di offrire gratuitamente la stanza degli ospiti del nostro appartamento ai familiari delle persone attualmente ricoverate negli ospedali vicino a dove viviamo». Un gesto di solidarietà silenziosa che in momenti così tragici può fare la differenza. Il drammatico bilancio conta 40 vittime e 121 feriti.

Attualmente i feriti italiani sono 14, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, mentre sono 6 i dispersi. Non c’è stata la conferma ufficiale ma i genitori di Chiara Costanzo hanno riferito al Corriere della Sera e a Repubblica di avere ricevuto la chiamata dalle autorità che non avrebbero mai voluto ascoltare. «Non posso che esprimere la mia profonda solidarietà alle famiglie e agli amici delle vittime», ha detto il consigliere federale Beat Jans, delegato alla giustizia e alla polizia, arrivato a Crans-Montana. «Vi auguro molta forza per affrontare questo periodo buio e triste e vi assicuro che non siete soli».


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