Marche

Drone porta un telefono in carcere a Fossombrone, la polizia penitenziaria lo intercetta alla finestra. Il detenuto aveva addosso un altro smartphone


FOSSOMBRONE Non è andata in porto la prima, in ordine di tempo, inconsueta “consegna” ad un recluso del carcere ad alta sicurezza di Fossombrone di un telefonino affidato al volo del drone. La sorveglianza della polizia penitenziaria non si è fatta cogliere in contropiede. 

La perquisizione

Dopo la perquisizione nella cella del recluso destinatario dell’apparato elettronico, nelle sue parti intime gli agenti hanno scovato un secondo telefonino impiegato dal detenuto per dare le coordinate ai complici esterni per far arrivare il drone all’altezza della piccola finestra sbarrata della cella stessa. E’ successo sabato 27 dicembre. Erano circa le 20. Il drone è stato intercettato mentre volteggiava sopra il carcere. Gli agenti sono intervenuti mandando in fumo la singolare operazione.

Un episodio che non può far dormire sonni tranquilli ancor più dopo che il carcere forsempronese, a seguito dell’inaugurazione del braccio Est completamente ristrutturato è inquadrato ad alta sicurezza. Le indagini sono in corso per ricostruire tutti i particolari di quanto accaduto. Forse il drone è stato manovrato dal colle dei Cappuccini. La sorveglianza si avvale comunque di una sala di controllo delle telecamere dislocate in posizioni strategiche. Altro lavoro importante quello affidato al mezzo della polizia penitenziaria per la ronda.

«In relazione a tali gravi episodi, il Sappe, Sindacato autonomo polizia penitenziaria – si legge in un comunicato – per il tramite del segretario nazionale Francesco Campobasso e del segretario regionale Nicandro Silvestri, esprime vivo apprezzamento e plauso per la professionalità, la prontezza e l’elevato senso del dovere dimostrati dal personale di polizia penitenziaria di Fossombrone. Il Sappe coglie l’occasione per richiamare l’attenzione sul particolare e delicato momento storico che stanno attraversando gli istituti penitenziari, sempre più esposti a tentativi di introduzione illecita di oggetti vietati, anche attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie come i droni».

La reazione del Sappe

«Il sindacato ribadisce con forza – si legge ancora nella nota – la necessità che vengano adottati con urgenza provvedimenti concreti e strutturali, sia in termini di sicurezza che di organici e strumenti operativi, al fine di garantire l’ordine e la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari e di tutelare il lavoro quotidiano delle donne e degli uomini della polizia penitenziaria». Si è appreso che tentativi analoghi con l’impiego di droni si sono già verificati in un paio di altri istituti di pena nelle Marche.




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