Tragedia di Preone, i consulenti della difesa: “Dinamica imprevedibile”
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GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. “L’albero che travolse e uccise Giuseppe De Paoli si mosse con una dinamica eccezionale e imprevedibile”. Lo ha affermato in Tribunale a Udine Giorgio Pielli, dottore forestale, durante il processo per l’omicidio colposo del volontario della protezione civile di Preone, tragicamente deceduto il 29 luglio 2023 sulla strada forestale che porta alle cascate dell’Arzino. Per quel reato sono imputati il sindaco di Preone Andrea Martinis e il coordinatore della Protezione civile del paese, Renato Valent.
L’esperto, consulente della difesa Valent, si è detto convinto che a spostare il tronco fu il vento alzatosi grazie alle microcondizioni del canalone, lasciato vuoto dallo schianto di oltre 300 fusti. Per Pielli, la stabilirtà dell’albero – fatto a pezzi solo dopo la tragedia – era garantita dalle minime aportanzioni, di rami e della chioma, effettuate dai tre volontari intervenuti, tra i quali lo stesso De Paoli, per liberare la sede stradale.
E di movimento difficilmente spiegabile ha parlato anche l’altro consulente della difesa Valent, l’esperto di sicurezza e laureato in protezione civile Francesco Miorin, per il quale la squadra approcciò l’intervento in maniera corretta. Inoltre, ha sottolineato come al coordinatore di protezione civile non spetti il compito di valutare i rischi, diversamente da quanto spiegato erroneamente in un manuale della Protezione civile del FVG, non più in uso. Spetta invece al caposquadra valutare sul posto la fattibilità e i pericoli dell’intervento.
Per la prossima udienza, fissata per il 19 febbraio, è prevista la discussione.
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