Friuli Venezia Giulia

il libro che racconta il nuovo modello economico


Il Friuli sta cambiando pelle. Come e perché questo sta accadendo lo racconta Roberto Grandinetti nel nuovo libro Economia e società in Friuli nell’era digital-globale (Gaspari), presentato a Udine. L’autore — economista con una lunga carriera tra l’Università di Udine e quella di Padova — spiega che cosa sta accadendo al sistema produttivo regionale: un territorio che, dopo aver costruito negli anni Sessanta un modello industriale diffuso fatto di piccole imprese familiari e sorprendentemente resiliente anche al terremoto del 1976, oggi si ritrova a fare i conti con una trasformazione profonda. Quando globalizzazione matura e transizione digitale entrano in scena, infatti, le imprese friulane cambiano struttura, visione e strategie. Ed è proprio questa evoluzione — dove si gioca il futuro economico del territorio — il cuore della nuova analisi di Grandinetti.

La fine della polarizzazione: nasce il “corpo intermedio” delle imprese

Secondo Grandinetti, la grande trasformazione del Friuli si legge nei numeri dei fatturati 2023 della banca dati Top500: alle sei grandi aziende che superano i 415 milioni e alle numerose piccole sotto i 19 milioni si affianca oggi un robusto gruppo di 215 imprese medio-grandi, medie e medio-piccole, che hanno superato la storica dicotomia “grande vs. piccolo” tipica dell’industrializzazione diffusa.

Queste imprese si caratterizzano per un’elevata internazionalizzazione — non solo export, ma anche presenza produttiva e commerciale all’estero — e una forte propensione a innovare, distante dal tradizionale modello friulano di “innovazione senza ricerca”. Cambia anche la struttura proprietaria, con molti passaggi in gruppi nazionali o esteri e nuove forme di governance che integrano manager non familiari.

Innovazione: ottime performance nonostante investimenti limitati in R&S

Il Friuli Venezia Giulia è tra le regioni italiane più performanti secondo il Regional Innovation Scoreboard 2025. Un risultato sorprendente, dato che gli investimenti diretti in ricerca sono relativamente bassi. La regione, però, eccelle negli output innovativi, grazie a un sistema in cui pesano molto i servizi intensivi di conoscenza (KIBS) e strutture come il Lama Fvg, laboratorio di meccatronica avanzata dell’Università di Udine, esempio virtuoso di collaborazione pubblico–privato. Grandinetti avverte però che questo modello “diverso” non basta più: le sfide globali richiedono più R&S, più investimenti e più coordinamento tra imprese, università e istituzioni regionali.

La trappola del capitale umano: pochi giovani, pochi laureati, troppi che se ne vanno

Il nodo più critico emerso dal libro riguarda il capitale umano. Il Friuli-Venezia Giulia totalizza solo 41 punti sugli indicatori europei relativi alla diffusione dell’istruzione terziaria e della formazione continua. Una situazione che rientra nella “trappola dello sviluppo dei talenti”, dove pochi giovani entrano nel mercato del lavoro locale, pochissimi arrivano dall’estero e  moltissimi scelgono di emigrare verso altre regioni o Paesi. Per superare questa crisi, Grandinetti individua negli ITS Academy uno degli strumenti più efficaci: percorsi terziari professionalizzanti, capaci di attrarre giovani che non proseguirebbero gli studi universitari e di rispondere alle esigenze delle imprese.

Un libro che diventa strumento di lavoro per il territorio

Il volume — sviluppato con il contributo di studiosi, statistici, geografi e demografi — offre una lettura completa e documentata del cambiamento in corso. Non solo analisi, ma anche proposte operative per un territorio che si confronta con sfide inedite e decisive. Per questo Confindustria Udine ha scelto di dedicare al libro un evento di approfondimento, focalizzato su tre temi chiave: la trasformazione del sistema industriale, la capacità innovativa del Friuli e la trappola del capitale umano. Una discussione necessaria per immaginare politiche, strategie e visioni in grado di costruire il futuro economico della regione.


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