“Sono stato violentato”. L’incubo all’interno dell’ex scuola occupata
Una notte che doveva essere come tante, poi il buio. È quanto emerge dalla denuncia di un 20enne peruviano trovato ferito e in stato di choc lungo le strade della Magliana.
La notizia, riportata oggi mercoledì 10 dicembre 2025 dal Messaggero, è stata successivamente confermata da fonti investigative alla redazione di Abitarearoma.it.
È stato lui stesso, nonostante fosse ubriaco e dolorante, a chiamare i soccorsi e a raccontare agli agenti di essere stato vittima di una violenza sessuale.
Il giovane è stato individuato dai passanti poco dopo l’alba, barcollante e con lesioni evidenti. Trasportato al Policlinico Casilino, i medici hanno diagnosticato ferite giudicate guaribili in 41 giorni. Una cifra che da sola restituisce la gravità del suo stato.
Secondo le prime ricostruzioni, la violenza sarebbe avvenuta in un appartamento occupato all’interno dell’ex scuola 8 Marzo, in via dell’Impruneta. Una struttura già nota per problematiche legate a degrado e occupazioni abusive, ora al centro delle indagini.
La sera precedente, il 20enne avrebbe trascorso del tempo insieme a due connazionali, tra cui un 35enne poi identificato e denunciato. Sarebbero stati tutti e tre a muoversi verso quell’appartamento dove, stando alla denuncia del ragazzo, sarebbe iniziato l’incubo.
Gli investigatori stanno lavorando in un clima di massimo riserbo. Un video, ora al vaglio delle forze dell’ordine, potrebbe aiutare a chiarire se le immagini confermano quanto raccontato dalla vittima o se mostrano un contesto diverso. Per ora, nessuna pista viene esclusa.
Il 35enne è stato fermato poco distante dal luogo indicato e denunciato. Ma l’inchiesta è ancora alle battute iniziali: gli accertamenti, le testimonianze e le verifiche tecniche serviranno a ricostruire minuto per minuto ciò che è accaduto in quell’appartamento dell’ex scuola occupata.
Intanto, la comunità della Magliana torna a interrogarsi sulle condizioni dell’edificio di via dell’Impruneta, più volte segnalato per problemi di sicurezza e degrado.
Una vicenda che riaccende i riflettori su un’area fragile della città, dove il confine tra vulnerabilità sociale e rischio criminale resta spesso sottilissimo.
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