Perugia, al Curi il commovente addio a Renzo Luchini

Dopo la notizia della scomparsa, avvenuta poco meno di quarantotto ore fa, è arrivato il giorno dell’ultimo saluto.
Si sono svolti questo pomeriggio allo stadio Renato Curi i funerali di Renzo Luchini, lo storico massaggiatore del Perugia Calcio che ha rappresentato veramente la memoria storica di questo club riuscendo ad unire tante generazioni (da D’Attoma, a Gaucci, a Santopadre fino ad arrivare ai giorni nostri).
Erano diverse centinaia le persone, suddivise tra ex giocatori, allenatori, dirigenti, il Grifo di oggi e i tifosi, che si sono radunati nell’impianto di Pian di Massiano per dare il giusto tributo ad un grande uomo e professionista la cui memoria mai tramonterà.
Tra i personaggi presenti sono da annoverare Antonio Giorgi, Federico Giunti, Salvatore Bagni, Gianluca Atzori, Claudio Tinaglia, Gianluca Comotto, Roberto Damaschi, Alvaro Arcipreti, Roberto Goretti, Pasquale Rocco, Andrea Camplone, Andrea Mazzantini, Attilio Matarazzo, Franco Vannini, Mauro Amenta, Graziano Vinti, Alessio Benedetti, Niccolò Pupeschi, Francesco Ghini, Luca Grilli, Marco Bonaiuti, Ermanno Trinchese, Paolo Flamini, Gastone Bazzurri, Mario Goretti, Giuliano Cerulli e Mauro Lucarini. C’era anche la figlia di Renato Curi, Sabrina.
Al termine della funzione il feretro è stato trasportato e posizionato sotto la curva nord dove chiunque voleva ha potuto salutare Renzo per l’ultima volta.
Il pensiero di Don Mauro
Ad officiare la cerimonia funebre è stato Padre Mauro Angelini, il cappellano ufficiale del Grifo, che ha descritto la dipartita di Luchini come “il momento del cuore. Non si tratta di un addio ma di un arrivederci. Renzo ci mancherà, ma lo rincontreremo presto così come tutti i nostri cari”.
Si passa ad un ricordo delle sue doti professionali e umane: “È bello vedere questo abbraccio, ricco di affetto per un uomo che ha dato tanto per Perugia e per il Perugia Calcio. Era un punto di riferimento, un fratello per i calciatori. Un nonno buono pieno di valori verso tutti. In questi ultimi giorni quando pensavo alla sua vita mi e venuta in mente una beatitudine: beati i miti perché erediteranno la terra. È stato un uomo mite in un mondo in cui la prepotenza la faceva da padrona. Chi ama non dimentica”.
C’è un aneddoto che non è sfuggito al parroco: “In questi ultimi giorni di vita è stato nella stanza numero 8. Era il suo desiderio. Fu Renzo a portare Renato fuori ed accompagnarlo. Mi piace pensare ci sia stato un cambio. Voleva avere la maglia numero 8 con scritto Renzo. Questo l’ho saputo ieri”.
Questa vicenda deve lasciare un insegnamento: “Ora è nelle praterie celesti. Ci fa capire quanto sia importante amare ad iniziare dalle piccole cose”.
Renzo era una persona che guardava sempre al futuro: “Ha portato via i macchinari quando il Perugia stava per fallire. Pensava subito al dopo”.
Don Mauro lo saluta infine così: “Il Perugia e Perugia ti ama. Sempre nei nostri cuori”.
L’emozione del mister
Giovanni Tedesco è sicuramente uno dei giocatori che è stato maggiormente legato a Luchini. L’attuale tecnico del Grifo ha letto una lettera a lui indirizzata con la voce rotta dalla commozione:
“Caro Renzo, con la tua presenza discreta ma fondamentale sei stato molto più di un massaggiatore. Sei stato un punto fermo, una guida silenziosa, una persona in grado di portare serenità anche nei momenti più difficili. Hai saputo prenderti cura dei giocatori, non solo con le tue mani esperte ma anche con il cuore. Con quella tua attenzione autentica facevi sentire ognuno di noi protetto e valorizzato. In te trovavamo un professionista impeccabile, ma soprattutto una persona vera. Il Perugia perde una persona storica, ma tutti noi perdiamo un amico speciale. Grazie Renzo per ogni gesto, per ogni parola di incoraggiamento, per ogni momento in cui hai saputo fare la differenza senza mai cercare i riflettori. Per me il legame con te era ancora più speciale. Sapevi che allenare il Perugia era il mio sogno più grande e proprio quando ci sono riuscito, tu sei volato in cielo. E’ come se, nel momento in cui io ho realizzato il mio desiderio, tu avessi deciso di lasciarci, portando con te un pezzo della nostra storia e della mia. Con affetto e gratitudine”.
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