Marche

condannato a 4 anni di carcere un 26enne

PESARO – Era scappata in un bar per denunciare la violenza sessuale subita. Aveva utilizzato l’App Where Are U, un sistema di chiamata di emergenza che permette di inviare contemporaneamente la posizione esatta del chiamante alla Centrale del Numero Unico.

Ieri la sentenza.

La serata

Davanti al Gup, giudicato con rito abbreviato, un 26enne marocchino accusato di aver abusato di una 20enne connazionale, residente nel riminese. Quella sera erano stati in una discoteca. Qui la ragazza avrebbe incontrato e conosciuto alcune persone tra cui il 26enne. A fine serata avrebbe chiesto un passaggio per rientrare a casa, così era salita in auto assieme ad altre persone. Quegli altri ragazzi erano stati lasciati nelle rispettive case, ma lei sarebbe stata portata a Tavullia nella casa di un 55enne, conoscente del marocchino. Qui le cose sarebbero precipitate perché, secondo l’accusa della 20enne, il 26enne ha approfittato sessualmente di lei. Prima i palpeggiamenti sul seno, poi le ha strappato gli slip toccandola. Di fronte al rifiuto di lei, le ha anche bloccato le braccia, colpendola alla nuca e allo stomaco. Nel mentre un altro giovane ha suonato alla porta. Lei urlava mentre il 26enne veniva fermato e allontanato. Così la ragazza è riuscita a uscire dalla casa e a raggiungere un bar della zona rimediando un passaggio proprio dal 55enne presente in casa. La giovane aveva chiamato i carabinieri tramite l’App Where Are U, indicando la posizione esatta. I carabinieri sono arrivati subito e lei ha fornito un primo racconto dei fatti. La giovane è stata portata in ospedale dove i medici hanno riscontrato ecchimosi con una conseguente prognosi di 7 giorni. Da lì è scattata la denuncia per violenza sessuale e lesioni per il marocchino. Un soggetto che solo un mese prima aveva palpeggiato un’altra giovane rimediando una condanna di 2 anni e 4 mesi davanti al tribunale di Urbino. Il 55enne viene indagato per favoreggiamento per non aver riferito chi c’era a casa. A lui viene contestato di aver aiutato il 26enne a nascondere tutto e di aver accompagnato la ragazza lontano dalla casa con l’auto, raccontando poi ai carabinieri di averla incontrata per caso. E di non conoscere lui, anche se ne aveva il numero di telefono.

La condanna

La giovane aveva già cristallizzato l’accusa nel corso di un incidente probatorio. Ieri il 26enne, difeso dall’avvocato Simona Conti dello studio Orrù del foro di Rimini è stato condannato a 4 anni e 2 mesi. Non c’è stata costituzione di parte civile. Il 55enne invece è stato rinviato a giudizio dove risponderà dell’accusa di favoreggiamento.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »