Procure a corto di impiegati, carenza fino al 47 per cento: Sottani scrive al governo
di Chiara Fabrizi
Il procuratore generale Sergio Sottani ha scritto al ministero della Giustizia per chiedere l’assegnazione di nuovo personale alle cinque Procure presenti nel distretto: le tre della Repubblica (Perugia, Terni e Spoleto) più quella per i minorenni e la Generale. La nota inviata da Sottani al governo è figlia degli ultimi concorsi per l’assunzione di assistenti giudiziari e autisti, ma soprattutto della carenza di impiegati amministrativi che affligge gli uffici requirenti dell’Umbria, dove la scopertura di personale amministrativo è in media del 25 per cento, ma raggiunge punte del 47 per cento a Spoleto, anche se qui il procuratore capo Claudio Cicchella ha recentemente parlato di una carenza sostanziale anche superiore. Il peccato originale che fa soffrire Spoleto è, infatti, il mancato aggiornamento della pianta organica a seguito della riforma della geografia giudiziaria avvenuta oltre dieci anni fa, quando alla Procura di palazzo Martorelli-Orsini è stata assegnata la competenza anche per Foligno, Todi e relativi comprensori. A Spoleto attualmente sono in servizio 9 impiegati a fronte dei 17 previsti dalla pianta organica non aggiornata, tanto che Cicchella, così come i rappresentati sindacali, da tempo sottolineano la necessità di averne almeno 30.
«Se l’amministrazione della giustizia deve essere un lavoro di squadra, è evidente che la carenza di organico amministrativo e di magistratura crea vuoti che incidono inevitabilmente sui tempi della giustizia e sulla capacità degli uffici di rispondere con efficienza alle esigenze dei cittadini», è il messaggio chiaro messo nero su bianco da Sottani. Sì, perché se è vero che Spoleto è maglia nera da anni, va rilevato che anche gli altri uffici requirenti soffrono carenze in alcuni casi pure pesanti. In particolare, Sottani ha segnalato una scopertura del 31 per cento di amministrativi alla Procura di Perugia, che in quella di Terni scende al 22 per cento, mentre alla Procura per i minorenni manca il 10 per cento degli impiegati e a quella Generale il 4 per cento.
Piante organiche e persone effettivamente in servizio alla mano, dunque, Sottani dice chiaramente che «la giustizia umbra lavora con un quarto del personale mancante», esprimendo di fatto preoccupazione anche per le sorti degli operatori data entry assunti nel 2021 con contratti a tempo determinato che scadranno il 30 giugno prossimo «salvo – ha detto – diverse decisioni da parte del ministero della Giustizia, che sta discutendo proprio in questi giorni la stabilizzazione dei precari».
Certo è che, anche nella migliore delle ipotesi, la partita degli operatori di data entry incide marginalmente sulla carenza di impiegati delle cinque Procure umbre. Come ricorda lo stesso Sottani, infatti, in Umbria «risultano attualmente in servizio sette operatori di data entry tra Procura generale e Procura di Perugia». Nonostante i numeri esigui, comunque, questo personale ha «garantito un supporto prezioso negli ultimi anni», tanto che l’eventuale «cessazione dei contratti aggraverebbe una situazione già difficile» dice Sottani, sottolineando pure che «agli uffici requirenti umbri non sono mai stati assegnati gli addetti all’ufficio per il processo (Aupp), previsti invece negli uffici giudicanti», cioè i tribunali.
Se la carenza di impiegati nelle Procure complica non poco il lavoro quotidiano, a mancare in Umbria sono anche i magistrati. Nei cinque uffici, infatti, dovrebbero lavorare 36 magistrati, mentre quelli effettivamente in servizio sono 27. Anche in questo caso, dunque, la scopertura è del 25 per cento e riguarda tutti gli uffici: «Attualmente risultano vacanti un posto da sostituto procuratore generale; il posto da procuratore aggiunto alla Procura di Perugia più due posti da sostituti procuratori; il posto da procuratore capo a Terni più due posti da sostituti; un posto da sostituto a Spoleto; e un posto da sostituto alla Procura per i minorenni, dove – sottolinea Sottani – la scopertura è del 100 per cento, essendo rimasto in servizio il solo procuratore capo».
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