L’Avvento che porta magia tra i borghi del Tirolo
La perla del Tirolo austriaco, nota, oggi come allora, per la sua vita mondana, il glamour, gli chalet in legno che, seppur ristrutturati, conservano quell’ ineguagliabile fascino delle case alpine fatte di materiali naturali. A gennaio (19/25) in occasione delle gare di Coppa del Mondo star e vip di tutto il mondo assistono alle gare dell’Hahnenkamm il più grande evento mondano dell’inverno di tutta l’Austria, secondo solo al Ballo dell’Opera di Vienna. Sono state proprio gare come quella sulla Streif ( pista nota per essere una delle più difficili al mondo, con pendenze fino all’85%), che dal 1931 hanno contribuito a creare il mito di Kitzbühel. La città vanta una ricca storia e tradizioni culturali che vale la pena scoprire. Proprio il centro storico circondato dalle antiche mura, caratterizzato da strade acciottolate, case medievali con pareti colorate e chiese gotiche, ospita in queste settimane il mercatino dell’Avvento . Nel centro, passeggiando e salendo una bella scalinata si arriva alla Liebfrauenkirche una chiesa circondata da un’infinità di lapidi, come fosse un giardino, e una più bella dell’altra. Non mancano poi alberghi di lusso (dallo storico Relais & Chateau Hotel Tennerhof in tipico stile tirolese, con mobili storici e preziosi oggetti d’antiquariato provenienti dalla collezione di famiglia al Kizhof, hotel di design che coniuga sci ed atmosfere alla moda) e ristoranti che recuperano le antiche tradizioni come Das Mocking dove Martin Huber e sua sorella hanno puntato sulle ricette della nonna, sull’arte del padre, il noto macellaio Huber e sui vecchi metodi di conservazione di carni prelibate, tutte rigorosamente a km zero come i vegetali che arrivano dall’orto nei pressi della struttura. Da non perdere poi sia in estate con il bellissimo giardino sia in inverno nei tipici locali in legno lo Zum Rehkitz (con prelibatezze locali e birra artigianale, poco fuori la cittadina) e in pieno centro il Das Reisch (ottimi i piatti di pesce, tra cui la succulenta trota). La minifattura locale la si scopre da Frauenschuh, brand nato nel 1950, come azienda di pelletteria, oggi sinonimo di eleganza e lusso in tutto il mondo.
Arrivati a Seefeld, dal Kurpark, un sentiero di 100mila luci accompagna al centro, cuore del mercatino, in un’atmosfera da fiaba con stelle che brillano tra gli alberi, la torre del casinò che scintilla in modo festoso. Una chicca per i bambini è l’ufficio postale degli angeli “Engerlpostamt” mentre i più fortunati possono assistere il 6 dicembre all’arrivo dei Krampus, figure diaboliche e irsute che, con frastuono e catene, lasciano poi il posto alla figura benevola di San Nicola accompagnato da angeli e musicisti.
Le montagne di Lech Zürs
LAvvento a Lech Zürs riporta alle usanze Walser, l’antico popolo che nel XIV secolo diede vita a questo bellissimo villaggio alpino prima che diventasse il più grande comprensorio sciistico austriaco e uno dei cinque migliori al mondo. Alla sua fama già negli anni ’20 contribuirono le tecniche di Hannes Schneider, padre dello sci moderno. Il famoso Sci-Club Arlberg fu fondato nel 1901 a St. Christoph, e il primo corso di sci alpino nel 1905 a Zürs, fino all’apertura della prima scuola di sci austriaca nel 1921 a St. Anton. Il suo fondatore e direttore, Hannes Schneider, rivoluzionò questo sport sempre più popolare con la “tecnica Arlberg” da lui sviluppata. Personaggi illustri ne hanno aumentato la popolarità come Diana, principessa del Galles, che fu la sua mecenate più famosa. Lo spirito pionieristico e innovativo dell’Arlberg è stato fin dall’inizio strettamente legato alla sostenibilità, ben prima che il termine fosse sulla bocca di tutti. Il concetto, allora unico in Europa, di Oberlech senza auto fece scalpore nel 1997. Negli ultimi anni, St. Anton, come parte della regione modello KLAR! Arlberg Stanzertal, ha costantemente implementato progetti orientati all’ecologia per adattarsi ai cambiamenti climatici, per citarne solo due. La consapevolezza che la natura sia il tesoro più grande e il fondamento stesso di un turismo lungimirante e di alta qualità è profondamente radicata nell’Arlberg. Tra i doni della natura di cui beneficia la località ci sono le abbondanti nevicate. Con una media di nove metri di neve fresca all’anno, la regione è tra le più sicure delle Alpi. Questa è una garanzia fondamentale di puro divertimento invernale su oltre 300 chilometri di piste perfettamente preparate e oltre 200 chilometri di magnifici itinerari fuori pista nell’entroterra di Ski Arlberg. Fuori dalle piste non mancano ristoranti stellati, boutique hotel di lusso, momenti culturali come l’Arlberg Weinberg e la leggendaria Corsa dell’Anello Bianco. Lech, con la romantica Zugertal e la soleggiata terrazza di Oberlech in cima alle montagne, è stata incoronata “Villaggio Gourmet Mondiale”: ben 20 ristoranti hanno ricevuto un totale di 56 cappelli, collocando Lech Zürs al vertice assoluto dell’Austria Gault&Millau 2025 e non mancano le stelle Michelin,
Le luci di Innsbruck
Nel cuore di Innsbruck, vicino al Tettuccio d’Oro, il mercatino tradizionale è il regno degli artigiani, mentre la vicina Kiebachgasse si trasforma nel vicolo delle favole, dove personaggi giganti si stagliano sullo sfondo di edifici storici. E poi l’intramontabile giostra con i cavalli attira per un giro col batticuore, ed è imperdibile il Presepe Meccanico di Jaufenthal. Innsbruck è un perfetto punto di partenza per diverse località e stazioni sciistiche del Tirolo (comprese le ski area dello Stubai e di Schlik 2000, raggiungibili dalla città anche con mezzi pubblici).
L’avveniristica funicolare della Nordkette realizzata dall’archistar iraniana Zaha Hadid, per esempio, è un’esperienza da prendere in considerazione: dalla stazione a valle a ridosso della città vecchia si arriva in otto minuti a Hungerburg, uno dei punti panoramici più frequentati di Innsbruck. Qui si può vivere fino al 6 gennaio l’atmosfera dell’Avvento al mercatino di Natale e da qui si può salire ulteriormente (con un doppio tratto di funivia) ai circa 2mila metri della Seegrube (ogni primo venerdì del mese il servizio è attivo fino alle 23:30) e toccare il punto culminante dell’Hafelekar a 2.300 metri, da cui godere di una vista a 360 gradi di tutta la valle e della catena alpina. Un’altra esperienza appena fuori città da mettere in programma, utilizzando la linea J degli autobus urbani, è Patscherkofel, la cima a oltre 2.200 metri sulla quale si sono disputati i Giochi Olimpici invernali del 1964 e del 1976. È considerata la “montagna di casa” per gli abitanti di Innsbruck e oltre al comprensorio sciistico ospita anche il giardino botanico più alto dell’Austria con oltre 400 piante. Siamo già sul treno del rientro, ma negli occhi resta il bagliore delle sculture di luce che immergono in una fiaba i Giardini Imperiali e la sensazione di festa e pace che solo certe atmosfere sanno lasciare.
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