644 arresti. Dalle “crack house” alle chat della violenza di piazza
È un’operazione senza precedenti quella che si è conclusa nelle ultime due settimane: migliaia di agenti della Polizia di Stato, coordinati dal Servizio Centrale Operativo, hanno messo in campo una vasta operazione di polizia giudiziaria in tutte le Regioni italiane.
L’obiettivo: colpire i giovani — anche minorenni — coinvolti, come singoli o in gruppi, in attività criminali contro la persona, il patrimonio e in materia di armi e sostanze stupefacenti.
Le 106 Squadre Mobili, con il supporto dei Reparti Prevenzione Crimine e di altri uffici della Polizia di Stato, hanno controllato oltre 236.000 giovani, di cui 23.060 minorenni. Una mole di verifiche senza eguali, concentrata soprattutto nelle aree di spaccio e nei quartieri della “movida”.
Gli arresti e le denunce: i numeri dell’operazione
Il bilancio finale è pesante. Sono stati tratti in arresto 575 maggiorenni e 69 minorenni per reati contro la persona, il patrimonio e in materia di sostanze stupefacenti. Altre 1.695 persone sono state denunciate in stato di libertà, tra cui 373 minorenni. Le accuse principali riguardano ricettazione, possesso di armi e strumenti atti ad offendere, detenzione di sostanze stupefacente ai fini di spaccio.
Le condotte prevalenti, mostrate anche sui social dagli stessi autori — un errore fatale per molti — includono: tentato omicidio, lesioni, risse, danneggiamenti, estorsioni, furti, rapine, spaccio di sostanze stupefacenti e psicotrope, detenzione illegale di armi e oggetti offensivi. Un repertorio completo di violenza, esaltato online invece che nascosto.
Il bottino: 200 chili di droga, armi ed enormi somme di denaro
Durante le perquisizioni sono stati recuperati numerosi oggetti provento di furto: collane d’oro, tablet, cellulari, abbigliamento e 269.863 euro in contanti. Ma il sequestro più significativo riguarda le armi e le droghe.
Le 28 armi da fuoco confiscate comprendono armi corte e lunghe. Le armi bianche sequestrate sono state 210. Inoltre 25 oggetti atti ad offendere: cacciavite, mazze da baseball, bastoni sfollagente telescopici, pistole soft air, pistola semiautomatica a salve, pistola giocattolo, spray al peperoncino, tirapugni, tagliablsa e passamontagna. Numerosi ordigni esplosivi e batterie di tubi monocolpo, bombolette di spray urticante, taglierini e strumenti atti allo scasso sono stati rinvenuti durante i controlli.
La droga sequestrata ha raggiunto quantitativi impressionanti: 69,4 chili di cocaina, 328,44 grammi di eroina, 174,8 chili di cannabinoidi, oltre a modeste quantità di altre sostanze tra cui ecstasy, ketamina, anfetamine, capsule di Lyrica e benzodiazepine. In totale, oltre 200 chili di stupefacenti immobilizzati in un’unica operazione nazionale.
Le “crack house” di Foggia: laboratori clandestini svelati
Una delle scoperte più significative è avvenuta nella provincia di Foggia. Grazie a diverse segnalazioni su YouPlus, gli investigatori hanno svelato l’esistenza di alcune strutture note come “crack house”: veri e propri laboratori artigianali adibiti alla trasformazione della cocaina in crack, alla commercializzazione di diverse tipologie di sostanze stupefacenti e alla messa a disposizione di ambienti e attrezzature funzionali al consumo da parte degli assuntori.
Non semplici punti di spaccio, ma vere e proprie officine del crimine, dove la droga viene processata e resa disponibile in una logica che supera la semplice vendita ambulante.
I social network sotto controllo
La Polizia non ha trascurato il fronte digitale. Sono stati monitorati 1.115 profili social, tre dei quali — in provincia di Torino — hanno già ricevuto richiesta di oscuramento per contenuti violenti e ostentazione di armi.
Nelle chat e nei gruppi di messaggistica presenti sui telefoni dei giovani coinvolti sono stati raccolti elementi decisivi relativi all’organizzazione e al coordinamento dei disordini accaduti durante le manifestazioni. Un’analisi che ha permesso di ricostruire le gerarchie e le dinamiche interne dei gruppi criminali.
Lombardia e Roma: i due fronti caldi
Alla luce dei recenti e gravi episodi registrati nelle manifestazioni delle giornate del 17, 18 e 24 ottobre 2026 in Lombardia, i controlli si sono concentrati nelle province di Como, Cremona, Milano, Monza e Brianza. Qui si è registrata una particolare incidenza di episodi criminosi di devianza legati ai gruppi giovanili di strada.
Con riferimento alla provincia di Roma, gli investigatori della Squadra Mobile Capitolina hanno arrestato in flagranza di reato 17 persone, di cui 6 italiani e 11 stranieri, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Altri 3 cittadini italiani sono stati denunciati per porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere.
I servizi si sono concentrati nelle principali aree della movida capitolina: da San Lorenzo a Trastevere, fino a Ponte Milvio, Termini e Colle Oppio, nonché in occasione di manifestazioni. Sono state identificate 152 persone, di cui 25 minorenni e 127 maggiorenni. Tra gli identificati, 50 italiani e 102 stranieri, di cui 9 maggiorenni irregolari sul territorio nazionale.
L’attività ha consentito di effettuare 26 perquisizioni personali e 2 controlli domiciliari, con il sequestro di circa 5 chili tra cocaina e hashish e 5.500 euro in contanti. Rinvenuti anche 3 coltelli, spray al peperoncino e 2 passamontagna. Controllati 37 veicoli ed elevate 27 sanzioni amministrative.
Ulteriori sviluppi investigativi relativi ai gravi disordini del 1° luglio 2026 in largo Gaetana Agnesi hanno portato all’esecuzione di perquisizioni a Pomezia e al sequestro di sostanze stupefacenti, monili ritenuti provento di furto, nunchaku e un fucile ad aria compressa. Le ricerche di ulteriori soggetti coinvolti negli episodi sono ancora in corso.
Controllo diffuso: dai centri storici alle sale giochi
Oltre agli arresti, l’operazione ha previsto un controllo capillare del territorio. Sono state controllate 299 abitazioni, tra cui 39 strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, 365 sale giochi, 896 esercizi commerciali, 1.149 luoghi di movida (839 piazze e 310 centri cittadini), 177 stazioni e 198 parchi.
A seguito delle verifiche sono state elevate 1.394 sanzioni amministrative di diversa natura, in particolare per uso di sostanze stupefacenti, violazioni al Codice della Strada e alle norme in materia di pubblici esercizi. Un lavoro di prevenzione che punta a mantenere sotto controllo i luoghi sensibili prima che si trasformino in scenari di violenza.
Il ripristino della legalità
L’attività condivisa con l’Autorità giudiziaria si è conclusa con l’esecuzione di perquisizioni personali e domiciliari, l’identificazione di numerosi soggetti, la denuncia a piede libero dei presunti responsabili per reati quali danneggiamento aggravato, rissa e resistenza a pubblico ufficiale e l’emissione di specifici provvedimenti di Daspo urbano e fogli di via obbligatori.
Obiettivo dichiarato: garantire il ripristino della legalità e la tutela della sicurezza pubblica. Non una caccia all’uomo indiscriminata, ma un’operazione mirata che ha colpito i nodi centrali dell’illegalità diffusa nelle città italiane.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Source link





